Ubiquità e impedimenti

La sensazione l’ho provata netta per la prima volta quando, poco dopo la nascita della Piccolina, i primi due figli si sono ammalati contemporaneamente: una da allattare, due a cui misurare la temperatura, contare gocce e somministrare sciroppo e coccole di consolazione… quanti sono! e io una sola

Ormai è diventato un rumore di sottofondo: quando in cucina ho le mani infarinate o bagnate e immancabile giunge il richiamo dal bagno dove qualcuno ha bisogno di essere pulito, quando uno chiede, uno piange e l’altro pretende, quando le braccia sorreggono una, la voce risponde ad un altro, gli occhi seguono il terzo… quanti sono! e io una sola

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Cinque anni

Cinque anni da quell’assolato pomeriggio invernale in cui, insieme alla luce che dalla finestra invadeva la sala parto, coi tuoi quattro chili mi hai sorpresa e travolta, fugando ogni tacito dubbio che, di nuovo, potessi vedere qualcosa di così bello e provare, ancora, un amore così forte, una felicità così intensa.

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In giro per il mondo

A Casa in 3D risuona una voce femminile squillante, con una pronuncia particolare, che, accompagnata da una musica incalzante, vagamente ansiogena, declama nomi di località geografiche.
Mistero presto risolto: la mattina di Natale, sotto l’albero, abbiamo trovato anche questo:

Oregon Smart Globe: mappamondo interattivo

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Beati fra le donne

È capitato qualche mese fa al Bimbo Grande, di essere ospitato, con sua grande sorpresa, per un pomeriggio di giochi con ben due sue compagne di classe. Femmine. Continue Reading →

Il richiamo della palla (ehm, cubo)

Il venerdì pomeriggio piovoso e casalingo volgeva faticosamente al termine. Le pizze a lievitare, mi sono distratta al computer.

Dal momento che a Casa in 3D ormai da tempo sono stati banditi gli oggetti di forma sferica, i due fratelli si sono come di consueto organizzati prendendo a calci un cubo di pezza tra il corridoio e l’ingresso.

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L’era del Trivial Pursuit

Appartengo alla generazione cresciuta passando interi pomeriggi sottratti allo studio insieme ai compagni del ginnasio e del liceo e tranquille serate fra universitari, seduti per terra prima, intorno ad un tavolo poi, sempre sfidandosi a partite di Trivial Pursuit. Ricordo ancora bene alcune domande curiose, le battute memorabili dei vecchi amici, le conoscenze esibite con soddisfazione, le cose imparate giocando.

Dopo qualche anno di attesa, arrivati ai sette anni e mezzo del Bimbo Grande ed ai quasi cinque del Grandicello, io e Papà in 3D abbiamo pensato che fosse finalmente giunto il momento di introdurre in casa il gioco, nella sua versione junior. Come da suggerimento, allora, la letterina scritta dal Bimbo Grandicello per il regalo a suo fratello diceva: Caro Babbo Natale, vorrei che portassi a mio fratello un gioco di società con tante domande difficili da bambino grande, così possiamo giocare insieme e anch’io imparo tante cose e infatti sotto l’albero, la mattina di Natale, c’era anche questo:

Trivial Pursuit Junior

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