Il richiamo della palla (ehm, cubo)

Il venerdì pomeriggio piovoso e casalingo volgeva faticosamente al termine. Le pizze a lievitare, mi sono distratta al computer.

Dal momento che a Casa in 3D ormai da tempo sono stati banditi gli oggetti di forma sferica, i due fratelli si sono come di consueto organizzati prendendo a calci un cubo di pezza tra il corridoio e l’ingresso.

Gli occhi fissi sullo schermo, li ho lasciati fare pensando, come al solito: solo per un po’, hanno bisogno di sfogarsi, poi dovrò fermarli.

La partita si è accesa, gli animi hanno iniziato a scaldarsi, anche la Piccolina si è fatta coinvolgere dal gioco.

Io ero su aNobii, è vero, perché questa storia della nuova valutazione dei libri con le cinque stelline mi ha portato via del bel tempo, però c’ero, ero lì, a qualche metro, ed ho cominciato a dire Basta! e a ripeterlo e poi ad alzare la voce.

E quelli hanno continuato, come se niente fosse. Hanno soltanto replicato, fra un calcio e l’altro: “I cinque minuti non sono ancora finiti.”

(…?…)

“Cinque minuti? Quali cinque minuti? Nessuno vi ha concesso cinque minuti. Dovete smetterla e basta. Se no va a finire che qualcuno si fa ma…”

Neanche il tempo di finire la solita frase, e sul pavimento di marmo si svolgeva un corpo a corpo serrato, culminato in un groviglio inestricabile.

I suoni della zuffa raggiungevano l’ascensore su cui un imbarazzato Papà in 3D scambiava educati convenevoli con una vicina, per poi varcare la soglia e trovarsi davanti, al termine di una dura giornata di lavoro, i due fratelli malconci e una Piccolina che, le braccia al cielo, urlava Gol!

A palla (ehm, cubo) ferma, il bilancio è di un occhio nero del Bimbo Grande e di una conseguente significativa punizione che coinvolge entrambi, perché non è nostra intenzione distinguere se abbia maggior torto chi ha dato un calcio in faccia a suo fratello anziché alla palla (ehm, cubo) o chi in risposta ha provato a morsicare la guancia all’altro.

Le pizze pronte nei piatti, i tre hanno mangiato coi faccini puniti, meditando probabilmente la prossima partita clandestina, mentre Mamma e Papà in 3D hanno mantenuto sguardi severi, ridendo sotto i baffi e riproponendosi, come sempre, di far finalmente sparire quei cubi di pezza dal portagiochi.

12 Thoughts on “Il richiamo della palla (ehm, cubo)

  1. grande la piccolina!!!
    senti, ma questa delle stelline m’ha proprio urtato!!!
    ma mica si fa così!?!?
    tra l’altro non si può neanche lasciarli così perché i 4 stelle di prima non li ha trasformati direttamente in 5 e anzi, non ho proprio capito con che criterio ha trasportato le stelle… e poi molti libri li ho votati appena letti. chi si ricorda a distanza di tempo della reale sensazione di quella lettura? ufff

  2. Mi dispiace dirtelo ma non ce la farai mai a non farli giocare a calcio, puoi nascondere tutto quello che vuoi che qualcosa trovano sempre, i miei a un certo punto nel corridoio avevano organizzato una partita servendosi dei peluche, uno come palla e gli altri come calciatori.

  3. Valewanda on 10 gennaio 2010 at 15:14 said:

    Mi suona familiare, qui i cinque minuti diventano ore. Mi riesce difficile trovare un castigo che abbia effetto…

  4. un racconto stupendo, non so se tifo di più per la Piccolina o per voi due che ridete sotto i baffi. Forse per voi due… grazie di queste immagini di serena educazione e disciplina .-)
    a presto, silvietta

  5. Bella la palla cubica. Mi sa che la prendo in prestito. E poi quella risata sotto ai baffi per me è una vera tortura. Io mi devo sempre nascondere per non farmi vedere e perdere quel minimo di autorevolezza che mi rimane…

  6. ehm in casa noi abbiamo trovato il compromesso dei palloncini… non infliggono danni significativi, a differenza di altri oggetti, e sfogano le energie in esubero.
    Ciao!

  7. Anonymous on 13 gennaio 2010 at 10:22 said:

    mi unisco a mamma cattiva per quanto riguarda la risata sotto ai baffi. è davvero difficilissimo trattenersi. 🙂
    mammasidiventa.ilcannocchiale.it

  8. In questi giorni sono alle prese con una figlia che impartisce ordini urlando, ma mi consolo sapendo che con due femmine le partite a calcio forse saranno evitate!!!

  9. Ciao sono Laura…mi è venuta da poco l’idea di creare sul mio blog una categoria dove raccogliere i link ai blog delle mamme ed ho incluso anche il tuo!

    http://chebirba.blogspot.com/search/label/I%20blog%20delle%20mamme

    Se vorrai passare a fare una visita sul mio blog ne sarò contenta…ciao ciao! Laura

  10. uff. io su anobi a sistemare le stelline devo ancora andarci … e so già che ci mettero’ un po’ …

    posso dirti una cosa? se fossi stata li’ a guardarli con lo sguardo fisso avrebbero fatto le stesse cose … ! almeno, il mio fa cosi’. si comporta nello stesso modo, sia che io lo stia riprendendo da un’ altra stanza, sia che sia li’ accanto a lui …

    vabbè …
    ciao!paola

    p.s. e w le donne. oh.

  11. Caia Coconi: io le stelline le ho sistemate prima che aNobii me le modificasse automaticamente. Mi diverto anche a ricordare tutti i libri letti, ma che lavoro!

    Mariacristina: lo so, lo so. Le partite fra pupazzi le abbiamo già viste… e anche quelle fra Gormiti e Dinofroz. Opporsi è assolutamente inutile 😀

    Valewanda: crescendo, ai castighi (ben mirati su quello che fanno più volentieri) sono più sensibili… l’effetto magari non è duraturo, ma c’è.

    Silvietta: meno male! Serena educazione e disciplina era quello che mi auguravo trasparisse. Una giungla priva di controllo era quello che temevo risultasse da questo post…

    Mamma Cattiva e Mamma si diventa: il segreto mio e di Papà in 3D, per cercare di non scoppiare a ridere, è quello di non incrociare mai lo sguardo fra di noi. Altrimenti almeno uno dei due cede… 😀

    Soleil: da noi i palloncini (e soprattutto l’uso che ne è stato fatto) hanno provocato più danni di una palla medica :-/

    Mamma di corsa: chissà? guarda che le donne moderne sono piene di risorse ed il calcio femminile è di tendenza 😉

    Che Birba: grazie, sono già passata da te.

    PaolaFrancy: infatti. Tanto vale rifugiarmi nella quarta dimensione… e poi riemergere per quantificare i danni. Un bacio.

  12. Pingback: Il gioco del pallone: bambini (e genitori) imparano a fare squadra

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