Di equilibrio, rispetto e aggressività

Ecco, parlavo di colori pastello, che a me servono, perché, anche piuttosto rapidamente, le tinte forti e la luce accecante mi logorano e poi somatizzo…
Quindi ci provo a rintanarmi in questa quarta dimensione, per rasserenarmi. E, siccome mi sento un po’ prosciugata e non trovo niente da dire, mi guardo intorno e ascolto.

Ascolto la spontanea ed esuberante Emily sfogarsi contro l’idiozia dell’annosa guerra fra le mamme casalinghe e le mamme lavoratrici e nei commenti ritrovo il mio stesso disorientamento: sia le casalinghe che le lavoratrici, complice anche la differenza fra la realtà cittadina e quella di provincia, si sentono allo stesso modo minoranza, lamentano di essere incomprese, svalutate e condannate. I toni rimangono leggeri, ma si percepiscono le contrapposizioni e le accuse.

Ascolto un ironico ma chiaramente critico ritratto caricaturale delle mamme talebane fatto da Raperonzolo su VereMamme e lì, nella valanga di commenti che seguono, sento salire i toni e, come sempre accade nelle risse, in cui non si riesce nemmeno a riconoscere il momento in cui dallo scherzo si passi alle botte vere, vedo la situazione farsi davvero pesante: l’ironia cede presto il passo agli insulti, i rinforzi giungono ad armare due schieramenti d’artiglieria e, giustamente, la padrona di casa decide alla fine di chiudere una porta che sinora era sempre stata aperta a chiunque.

Cerco fra i blog distrazione dalle durezze della realtà e dalle sofferenze dei rapporti conflittuali e invece, pur da spettatrice, ne esco con le ossa rotte.

Faccio appena in tempo a formulare il pensiero di quanto siano sgradevoli le rivalità femminili, che, senza nemmeno dovermi allontanare dalla famiglia, mi rendo conto di come lo stesso disagio possa turbare anche le conversazioni fra uomini e in particolare un uomo, per quanto solido e tollerante, come Papà in 3D.

Il disagio deriva dall’amara constatazione della difficoltà ad accettare e conciliare le differenze all’interno di gruppi di persone apparentemente simili.
Ho sempre pensato che la varietà dei punti di vista e delle sensibilità fosse una ricchezza, per tutti. Ma ciò può essere solo attraverso il rispetto. E il rispetto può nascere solo dall’equilibrio di chi è in pace con se stesso.

Decido di avere figli. Perché questo deve essere vissuto come un’accusa nei confronti di chi sceglie di non averne?

Desidero dare dei fratelli al mio bambino. Perché il genitore di un figlio unico deve sentirsi messo in discussione?

Partorisco. Allatto. Godo delle gioie dell’essere genitore senza ritenerlo un sacrificio. Perché qualcuno può leggere questi atti come una critica nei confronti di chi, per scelta o necessità, segue percorsi differenti?

Subisco o chiedo un cesareo. Non riesco o non voglio allattare. Ho bisogno dei miei spazi altrimenti la famiglia mi opprime come una prigione. Perché ciò deve apparire a chi ha una storia diversa come una bandiera o un manifesto programmatico contro un modello di maternità da demolire?

Scelgo o mi capita di rimanere a casa dal lavoro. Perché questa mia situazione deve essere considerata una sconfitta per l’intero genere femminile, un insulto alle donne che lavorano?

Preferisco o devo continuare a lavorare. Perché la mia vita deve essere percepita dalla casalinga come uno schiaffo o uno sguardo di disprezzo?

E, così, su ogni altra posizione e circa questioni più o meno banali, si possono innalzare delle barricate.

Ma perché?

A patto che non mi erga a modello o maestro di pensiero, ma che con umiltà io viva semplicemente la mia vita, assumendomi le responsabilità e pagando il prezzo delle mie scelte, perché devo subire l’aggressione da parte di chi non si rispecchia in me e, sentendosi messo in crisi, attacca offendendo?

Penso che l’aggressività nasca dalla debolezza, che l’insoddisfazione porti l’invidia.
Penso che riuscire a frequentare ed ascoltare solamente chi è uguale a sé sia un’altra faccia della solitudine.
Penso che soltanto chi è in pace con se stesso, con le proprie aspirazioni ed i propri limiti, chi con realismo sceglie e poi ha il coraggio di accettare tutte le conseguenze, sia i vantaggi che le difficoltà, delle proprie decisioni possa essere in grado di esercitare il rispetto e la solidarietà.

Penso che senza rispetto e solidarietà non si vada da nessuna parte.
E penso che la violenza che sa sprigionarsi nelle discussioni fra genitori sia tristemente solo la punta dell’iceberg.

20 Thoughts on “Di equilibrio, rispetto e aggressività

  1. emily on 13 novembre 2009 at 16:46 said:

    intanto grazie x la citazione…io gongolo sempre di sorpresa quando mi vedo nei blog delle mie amiche
    quanto alle risposte….se le sai passamele xkè io nn mi capisco.
    le scelte che unapersona fa sono talmente tante e influenzate da cento variabili che nessuno si può permettere di giudicare
    anche io a volte formulo pensieri poco simpatii nei confronti di donne che posono rimanere a casa (xkè poi dipende anche da quello, mica tutti ci arrivano alla fine del mese con uno stipendo) e passano la loro vita in cose inutili e banali, però penso che sotto sotto ci sia un bel po’ d’invidia, vorrei anche io avere il tempo x l’estetista, la palestre, le spese la cura della cosa….e poi invece nn è vero xkè sono stata casalinga e il rovescio della medaglia è proprio questo senso di nn produttività, di inutilità della tua esistenza che leggi negli occhi delle altre persone che ti fa dire alla domanda: che fai tu nella vita? ah io niente, faccio la casalinga….
    insomma, donne siamo e quindi mai contente!

  2. è bellissimo il tuo post io faccio parte di mammecheclub e mi è capitato di inizare discussioni leggere e di andare a finire quasi a “mazzate”

  3. la scelta tra fare la casalinga e lavorare è difficile(quando si può fare la scelta) io lavoro part-time ma i soldi sono pochi ho pensato di iniziare il full-time, ma i bambini? ho tanto tempo libero ma senza soldi che me ne faccio? però sono daccordo con te qualsiasi sia la mi ascelta perchè mi attaccate? io sono molto per il vivi e lascia vivere, al massimo dò un consiglio se mi viene richiesto

  4. Bellissimo post. E’ proprio vero quello che dici, in tanti pensano di possedere la verità assoluta. Non c’è un giusto e un sbagliato, dipende dalle situazioni, ma se quello che si fa e si sceglie lo si fa con amore è senz’altro giusto, senza dover essere giudicati da nessuno.

  5. grazie mammain3d perché in questo post c’è tutto tranne il giudizio, che è la grande piaga che allontana le persone.
    il mondo è pieno di stereotipi e c’è poca empatia e capacità di calarsi nei panni. c’è poco tempo forse e la superficialità ha la meglio. comunque è un mondo che non mi piace, ma cosa si può fare oltre a ignorare i comportamenti che non ci piacciono e ovviamente non farli propri?
    io proprio non lo so.

  6. Grazie per il tuo post: è bellissimo e mi piace come hai scritto queste cose, che condivido in pieno.
    Io ho deciso di fare un sito ‘sciocco’ proprio perchè anche io, come te, cerco un alleggerimento delle mie tensioni quotidiane.
    La leggerezza, almeno qui, è un bel modo di vivere, per me… 🙂
    Barbara.

  7. valewanda on 13 novembre 2009 at 22:30 said:

    ben detto, condivido in pieno le tue riflessioni e anche il malessere di questi giorni. E lo scontro du vere mamme è stao duro, inutile, e per questo frustrante. Mi dispiace solo che Flavia sia arrivata a dover chiudere la porta. Purtroppo spesso, oltre che il rispetto, manca la capacità di sorridere delle situazioni, di ironizzare, senza fare dietrologie che proprio non ci stanno.

  8. grazie Mammain3D. Leggendo lo scambio–scontro-rissa sono rimasta molto perplessa. Ho apprezzato la calma dell’intervento di Flavia e la chiusura della parentesi. Ancora di più apprezzo questo tuo post, che mi sembra mettere giustamente i puntini sulle i riportando i toni a un confronto tra persone che si rispettano. Magari non si capiscono al 100% ma accettano che il fatto che l’altro faccia una strada diversa non significa che la propria sia sotto accusa.
    buon novembre
    a presto, s.

  9. ho cercato spesso le parole giuste, e avevo provato a esprimere il concetto, oltre che un po’ in tutto il mio sito, anche di persona mesi fa al MaM, che trovi all’inizio di VereMamme come “il video di presentazione”. Oggi le ho finalmente trovate da te:
    “Ho sempre pensato che la varietà dei punti di vista e delle sensibilità fosse una ricchezza, per tutti. Ma ciò può essere solo attraverso il rispetto. E il rispetto può nascere solo dall’equilibrio di chi è in pace con se stesso.”
    grazie

  10. lisa2007 on 14 novembre 2009 at 22:54 said:

    sono d’accordo con Veremamme, qui sopra.
    Citerei anche io quella tua frase per dire come la penso.
    l’equilibrio di chi è in pace con se stesso è la chiave di tutto.
    Grazie.:)

  11. Renata on 15 novembre 2009 at 23:05 said:

    Questa volte più di altre è stato un piacere leggerti. Sarebbe bello ci fossero tante donne come te. Sei una grande!

  12. una volta, in un vecchio post, ho citato questa frase:
    “Immagino che uno dei motivi per cui le persone si aggrappano al loro odio in modo così ostinato, è perchè sanno che una volta scomparso quello, saranno costrette ad avere a che fare con il dolore.” James Arthur Baldwin

    ecco. il fatto è che siamo sempre – o quasi – insoddisfatte di quello che siamo, che abbiamo. è veramente un fatto di equilibrio, e l’ equilibrio per una madre è, secondo me, una cosa veramente difficile da trovare, che si basa su fragili colonne, che possono spostare o crepare in un istante ( il marito, la famiglia, il lavoro … tutto a confronto – o in aiuto del nostro essere madri ).
    il fatto è che ci sono madri poco soddifatte che ammortizzano il colpo, in qualche modo. altre non ce la fanno e a volte, proprio per non dover affrontare il dolore di guardarsi VERAMENTE dentro e ammettere di non essere felici, cercano di affrontare la situazione di petto, ascoltando l’ invidia.

    essere madri per me è sempre e comunque qualcosa di magico, a volte solo offuscato dalla nebbia di quello che ci sta intorno, dai nostri maledetti ormoni, dalla stanchezza, dalla società, dai nostri sogni di donne.
    il nostro essere madri dovrebbe dirci che siamo dentro un sogno bellissimo e che siamo fortunate. ma siamo anche donne.
    donne che da sempre combattono per dimostrare qualcosa. qualcosa che a volte non si sa nemmeno cosa sia.
    però da madri, donne, persone intelligenti, dovremmo combattere con l’ arma dell’ intelligenza e del rispetto ( anche perchè una madre non si giudica mai, tra l’ altro … ), non con l’ odio che viene dall’ invidia.
    perchè il solo fatto di essere madri non dovrebbe farci invidiare nessuno.

  13. Emily: eh, no, eh 🙂 le risposte da me non le trovi… ognuno fa già fatica a trovare le sue… l’importante secondo me è sempre avere ben in mente la complessità ed evitare le generalizzazioni, come hai detto anche tu nel tuo post successivo. Ciao!

    Supermamma: ciao! Io invece cadevo dalle nuvole perché non sono mai stata una frequentatrice di forum e discussioni… Torna a trovarmi, anch’io sono per il vivi e lascia vivere 🙂

    Mariacristina: grazie, siamo d’accordo!

    Caia Coconi: di più non so neanch’io… già ignorare certi atteggiamenti senza lasciarsi ferire costa una bella fatica. Un abbraccio.

    Mamma Felice: il tuo sito non è sciocco per niente!!! Quella della leggerezza è un’arte che non ha nulla a che fare con la superficialità e che può fare tanto bene. Sei nei miei link.

    Valewanda: grazie. Penso anch’io che il senso dell’ironia sia una forma d’intelligenza preziosa e purtroppo piuttosto rara.

    Silvietta: buon novembre a te (e grazie per la citazione, passerò a trovarti).

    VereMamme: grazie a te, Flavia. Nel manifesto e negli intenti di VM questi concetti sono chiaramente espressi. Mi fa molto piacere che tu li abbia riconosciuti qui 🙂

    Lisa2007: anche per me la pace con se stessi è la chiave di tutto e l’obiettivo di ogni giorno, spesso una gran fatica 😉

    Renata: sei un’amica. Ti abbraccio.

    PaolaFrancy: che bello il tuo commento, un post nel post! Grazie di averlo lasciato qui. Un bacio.

  14. Mi è molto piaciuto questo post, non posso che condividere tutte le tue parole, e, come al solito, grazie per averle messe cosi’ chiaramente e pacatamente a nostra disposizione. Vorrei aggiungere una cosa: bella l’idea di essere in pace con se stessi e di sapere affrontare tutte le conseguenze delle proprie scelte. E’ un’ideale a cui è bello mirare, ma io, anima sempre inquieta, credo che si possa essere tolleranti e comprensivi con gli altri anche convivendo con le proprie inquietudini; anzi, piu’ sono consapevole delle mie inquietudini e delle mie contraddizioni piu’ sono disposta ad accettare i comportamenti e le contraddizioni degli altri.
    Un saluto da una simpatizzante/somatizzante

  15. Anche ame è piaciuto il post, specialmente il tono.
    Il punto sta proprio qui: la serenità delle proprie scelte vuol dire rispetto per gli altri. Evidentemente per molte donne oggi scegliere non è affatto sereno, le donne si sentono spesso dimezzate ed inespresse. Ecco perchè tanti rancori.

  16. Cara mammain3D, mi sono lasciata risuonare dentro questo tuo post tutto il we. Parole come rispetto, considerazione, accettazione, riflessione. Sulla mia pelle ho capito che le mamme dovrebbero essere alleate, che le mamme andrebbero ascoltate e capite, MAI giudicate. Sulla mia pellaccia, quando avevo Matteo che piangeva tutto il giorno e NESSUNO che mi aiutava ma TUTTI che mi davano addosso. Da allora allontano ogni giudizio, da allora cerco di comprendere e capire, da allora ogni mamma mi è simpatica, proprio perché mamma e quindi fatica quanto e molte molte volte più di me.
    Un abbraccio stretto
    Angela

  17. Bello il tuo post, sereno ed al tempo stesso determinato. Ed hai ragione a parlare di rispetto che proviene dall’equilibrio. Le pulsioni dentro di noi sono tante ed in conflitto tra di loro, spesso si risponde ad una sentendosi in colpa e pensando che invece dovremmo fare altro, facendo così scambiamo per accuse indirette ciò che accusa non vuole essere. E ci ergiamo a difendere il nostro orticello con veemenza perchè sappiamo che ha i piedi d’argilla.

    Comunque ha davvero ragione M di MS (nei commenti da me) non mi ero resa conto che la discussione in questi giorni fosse così viva e non avevo visto la diatriba su Veremamme che è un sito che frequento poco.

    Mi sembra un buon segno, no? se ci si interroga vuol dire quanto meno che non si accettano le risposte precotte

    /graz

  18. Hai ragione in toto su quanto dici su mancanza di equilibrio e solitudine.
    Io per prima ne sono afflitta, e io per prima pensando a qualche persona singola che mi ha fatto perdere le staffe, do il peggio di me emettendo giudizi e generalizzando, quando non voglio assolutamente fare di tutt’erba un fascio.
    Ognuno crede di stare solo, e si difende come puo’ da quelli che vive come attacchi, talvolta passando dalla parte del torto per spropositata reazione….

  19. Laura.ddd: grazie, metti l’accento su una cosa importante. Anche per me, come ho scritto sopra in risposta a Lisa, spesso è molto faticoso ricercare e mantenere un mio equilibrio. Credo che questo richieda un impegno continuo e sempre nuovo, volto al nostro benessere ma anche ad una serena convivenza civile.

    M di MS: ricambio l’apprezzamento per il bel post che hai scritto ieri. Questi sono i toni con cui ha valore comunicare.

    Angela C2: ricordo bene molti tuoi post sull’argomento, in particolare “Non giudicare”. Ti abbraccio.

    Graz: che bella la definizione sereno ma al tempo stesso determinato, ti ringrazio. E’ vero, anche per me tutte queste discussioni possono essere un buon segno. Ciao.

    Soleil: credo proprio che capiti a tutti, ma, finché ce ne rendiamo conto, siamo in grado di migliorarci! Un bacio

  20. MammaTuttoFare on 18 novembre 2009 at 10:23 said:

    ho notato anch’io un’aumento di commenti aggressivi, su qualsiasi argomento, sembra quasi non si aspetti altri per mostrare il lato peggiore di sè e anch’io, come te, ne resto fuori, che già nella vita reale ho situazioni da cui non posso estraniarmi, almeno qui, vorrei poter stare più tranquilla.
    Sagge parole le tue!

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