Due anni fa – 7 giugno

Ore 8.30. Dopo una lunga notte insonne, telefono alla Nonna in 3D:
“Ciao Mamma. Scusami, ma avrei bisogno che portassi tu all’asilo il Bimbo Grande. Sai, credo di essermi presa la gastroenterite dai bambini e così non ho chiuso occhio tutta notte. Sono stata malissimo. Adesso va meglio, ma vorrei dormire un po’, perché sono stanca e ho una contrazione dietro l’altra. Magari potresti tenermi per qualche ora anche il Bimbo Grandicello.”

Ore 9.30. In una casa insolitamente vuota e silenziosa mi metto a letto.
Di dormire però non c’è verso. La Piccolina si agita, le contrazioni non cessano.
Mi alzo, cammino.
Poi la sento: la prima pugnalata nella schiena… e la riconosco subito. Certe cose non si dimenticano.

Mi risuonano ancora nelle orecchie le parole di ieri, vedo il promemoria sull’agenda.
Mi scappa un sorriso. No che non la faccio la telefonata per il monitoraggio: non so quanto ci vorrà, ma non ci arriviamo a termine questa volta!

Faccio qualcosa in casa, giro un po’ a vuoto.
Mi assale un misto di angoscia ed eccitazione: ci siamo.
Se andrà come le prime volte, probabilmente stasera conoscerò la mia Piccolina.

Rimango tranquilla. Devo far passare un po’ di tempo. Voglio essere sicura.
Mi sdraio sul divano. Non va meglio. Anzi… come sono forti!
Eppure è solo l’inizio. Ieri era tutto chiuso, tutto fermo.
Possibile? Ma… come sono forti!

Ore 11.30. Prendo di nuovo il telefono in mano:
“Ciao Mamma, sono ancora io. Mi sa che devo andare in ospedale, tra qualche ora, magari nel pomeriggio. Non so, ieri era tutto chiuso, tutto fermo. Poi, stanotte, credevo fosse la forma virale dei bambini. Però, sai, adesso, mentre ti parlo, mi accorgo che sono qui, appoggiata al mobile di cucina, e ho assunto la mia solita posizione da travaglio
Be’ comunque, avrei bisogno che mi tenessi il Bimbo Grandicello anche a pranzo. E poi, oggi pomeriggio, c’è la festa in ludoteca e il Bimbo Grande ci tiene tanto: ce la fai a portarli tutti e due? Già, allora ti devo preparare le calzine antiscivolo: te le lascio all’ingresso insieme al regalo. Grazie.”

Vado in cameretta e apro l’armadio. Una contrazione.
Prendo un paio di calzine. Una contrazione.
Ne prendo un altro paio. Una contrazione.
Le metto in un sacchetto. Una contrazione.
E… come sono forti!

Ore 13.00. Mi decido a fare la chiamata decisiva:
“Ciao Amore. Vieni a casa. Ci siamo.”

Ecco, Papà in 3D è attivato. Ora bisogna andare davvero.
Devo solo vestirmi… Ma non ce la faccio.
Non riesco nemmeno a sollevare le gambe e oh oh… sento che dovrei spingere!
Ecco, ora comincio ad essere un po’ preoccupata… spingere?! Possibile?
Ieri era tutto chiuso, tutto fermo… Non mi si è nemmeno ancora rotto il sacco…
Magari è un falso allarme… E se mi sono sbagliata e mi rimandano a casa? Io non ce la faccio!

Papà in 3D entra in casa, riconosce subito la posizione da ultimo stadio e dice: “Ah, siamo già a questo punto?”
Non posso parlargli di spinte, non voglio che si agiti… mi esce solo: “Sì, dobbiamo andare, in fretta!“.
Il tempo di deliberare se prendere la nostra macchina o un taxi (opto per il taxi perché temo non ci sia il tempo per il parcheggio), di dargli le indicazioni per spostare i miei documenti dalla borsa alla valigia e per tirarmi fuori dei sabot perché non riesco ad infilarmi le scarpe…
E usciamo: una contrazione in ascensore, una contrazione nell’atrio, una contrazione sul cancello.
Finalmente vedo il tassista e mi do pure un contegno, perché ho paura che altrimenti si rifiuti di caricarmi.
Salgo sul taxi: ecco, stavolta che rischio di perdere un litro di liquido amniotico, mi capita una BMW, coi sedili in pelle!
Per fortuna non c’è traffico, ma i semafori e poi il pavé delle strade del centro… devo resistere.
Eccoci: arrivati!
Scendo dal taxi. Una contrazione appoggiata al cofano della macchina (ormai non ho più ritegno), una contrazione sulla soglia dell’ospedale.

Riesco a raggiungere l’accettazione, piegata in due mi precipito al di là della porta scorrevole con un perentorio “Credo di dover partorire” e, per essere più convincente, sollevo la testa e con sguardo torvo esclamo: “È la terza!!!”.
Come per magia, un’ostetrica mi si fa incontro, mi visita e immediatamente impallidisce: “Non sento più il collo, lei è in dilatazione completa“.

Ore 14.10. Entro in sala parto.
In corridoio incontro, per caso, dopo 24 ore esatte, proprio lui: il Dott.R.
M3D: “Dottore! Sono in dilatazione completa… ”
Dott.R: “Eh eh, può succedere!”
M3D: “Ma possibile che non mi si sia ancora rotto il sacco?”
Dott.R: “Sì, e meno male, altrimenti sarebbe già nata.”
M3D: “…”

Finalmente sono sul lettino, finalmente sento dire “Spinga”.
Certo che spingo: è da un’ora che non vorrei fare altro…

Ore 14.19. Ho la mia Piccolina calda e pesante addosso, sulla maglietta che indossavo quando sono uscita di casa.
Devo ancora compilare la cartella clinica, rispondere alle domande per l’anamnesi, rendermi conto di quello che è successo…

Ma non mi importa più di niente: guardo quelle manine sottili, perfette, con quelle unghiette lunghe. Bacio quei capelli bagnati e sento quel profumo unico e inconfondibile. Il profumo della felicità.

Buon Compleanno, Piccolina mia!

19 Thoughts on “Due anni fa – 7 giugno

  1. Auguriiiiiiiiii ma tanti tanti tanti però!!!
    Il tuo racconto mi ha fatto emozionare un sacco, ho tanto desiderato provare l’emozione del parto naturale ma ho avuto due cesarei (e soprattutto due splendidi bambini ^__^) per fortuna la seconda mi ha almeno dato l’emozione della “rottura delle acquee” ed io in cuor mio speravo che nascesse da “sola” anche se purtroppo avevo un cesareo programmato.

  2. Auguriiiii alla tua bimba!!!!
    E’ sì questi bimbi a volte fanno proprio delle belle sorprese! La mia prima è nata a 36 settimane a 2 ore e mezza dall’entrata in ospedale.Non avevo nemmeno la borsa pronta, ho dovuto prepararla tra una contrazione e l’altra mentre piangevo e mi ripetevo che non ero pronta.
    La mia terza è nata il giorno della ddp. Ho iniziato a rompere le acque alle 14. Alle 18.45 sono entrata in ospedale con poche contrazioni irregolari e la certezza che avrei trascorslì la notte ed invece dopo poco andavo in sala prto respirando a bocca aperta per evitare di partorire nei corridoi. Dopo due spinte, alle 19.19 Celeste è nata. Non ho avuto nemmeno il tempo di indossare le calze antitrombo.Ho sempre pensato che se non avessi iniziato a rompere le acque e fossi rimasta a casa ad spettare le contrazioni regolari avrei partorito Celeste a casa da sola …

  3. Che emozione! Grazie di aver condiviso questa tua splendida esperienza!!!

    tanti tanti auguri alla bimba! buon compleanno!!!!

    AngelaC2

  4. che maraviglia…anch’io ho sentito un po’ la mancanza del parto naturale…e temo che neanche con il/la tezo/a potrò provarla…perchè dopo un cesareo puo’ esser rischioso…=(
    bellissimo iltuo racconto…un’emozione.
    ugurissimi alla Piccolina!

  5. Fantastico…
    Buon Compleanno!

  6. oddio ma la smettete voi tutte di farmi piangere stamattina?

    auguri piccolina

  7. Auguri, Buon Compleanno alla piccola!:-)

    Io, con la terza figlia, ho avuto un’avventura molto simile alla tua, circa 22 anni prima.
    Alle 19,00 del giorno prima, il Medico: “tutto chiuso, ci rivediamo settimana prossima!”. Poi, di notte, dalle 4, quando ho visto che tra una contrazione e l’altra passavano 5 minuti, ho mandato a prendere la nonna e appena è arrivata, sono corsa in Ospedale. Anch’io al Pronto Soccorso ho esclamato la fatidica frase e mi si sono aperte al volo le porte, perchè, allora il reparto Maternità era appena di là del PS . . . Sono capitata nel bel mezzo dei cambi di turno, Medici, Infermieri che andavano e venivano, saluti, consegne, due chiacchere . . . per fortuna le Ostretiche, quella che aveva iniziato, non mollava e l’altra si è messa subito ad aiutarla, alle 8,30 circa, eravamo a posto!

  8. Ciao, adesso tocca a te! Cosa dire abbiamo due figlie della stessa identica età. Elisa è nata il 3 giugno. Penso che potremmo diventare amiche e scambiarci pareri. Ah, dimenticavo, tu non hai bisogno di scambiare opinioni, ne hai già tre! Auguri, auguri, auguri.

  9. Mi ha stupito il tuo racconto, sei riuscita a sospendere il dolore fisico vissuto e a racchiuderlo in una parola: contrazione! Però tutte le volte che la leggevo nel testo mi vedevo piegata in due con la schiena che sembrava spezzarsi. Io l’ho provato solo con Marco ma me lo ricordo bene.
    Tanti auguri alla piccola!

  10. La Piccolina ringrazia tutte degli auguri!

    Rita: e soprattutto due splendidi bambini. Comunque avvenga la nascita, poi l’importante sono loro!

    3bin3a: mai provata l’emozione della rottura spontanea del sacco amniotico… ecco perché forse ho aspettato un po’ troppo ad andare in ospedale.

    Angela C2: grazie. Ho visto che anche tu ti stai cimentando nel racconto… verrò da te con calma a godermelo.

    Trilly: tu adesso goditi il pancino… 🙂

    Wwm: tu sei fresca della sensazione… che invidia, hai la tua Cimpri ancora profumata di biscotti!

    My: ho letto anche il tuo commento da Piattini… non ci starai mica diventando una mater tenerona?! ;-))

    Spina di cactus: benvenuta! Passerò a trovarti.

    Mammadicorsa: si ha sempre bisogno di scambiare i pareri con delle amiche!

    Renata: inutile indugiare sui particolari… per chi ha provato, basta la parola 😉

  11. Anonymous on 8 giugno 2009 at 18:52 said:

    Mi sono commossa ^___^
    Auguri alla piccolina

    Anna ’87

  12. Mi vuoi male tu!!!!!
    Devi mettere un incipit: astenersi sensibilone! 😀

  13. Auguri alla piccolina, davvero!! Io spero tanto che la nostra piccolina arrivi con un po’ di anticipo come il fratellone, ma chissà… è una femmina e potrebbe preferire farsi desiderare un po’ 😉

  14. Buon compleanno!! Evviva i due anni della piccolina!

  15. Anna ’87: ciao e grazie!

    Silvia: ma come? da che pulpito… ;-D

    Murasaki: grazie e in bocca al lupo… qui i maschietti sono stati leeenti (40+3), mentre la femminuccia ha rivelato uno spiccato senso pratico e si è spicciata (già una piccola donna) 😉

    Lorenza: grazie!

  16. con estremo ritardo vorrei aggiungere i miei auguri, hai scritto un post bellissimo!

    (che dici, ce le giochiamo al lotto le date di nascita?) 🙂

  17. TuttoDoppio: Grazie! Per quel che riguarda il lotto, a giudicare dall’affollamento della sala parto quel giorno, credo che non saremmo le sole a giocarci il 7 giugno…

  18. Arrivo in ritardo, auguri alla Piccolina. il tuo racconto era bellissimo, mi ha emozionato.

  19. Laura.ddd: Grazie dalla Piccolina (e anche da me)!

Rispondi a My Annulla risposta

Post Navigation