Pensieri intorno alla piscina

Si avvicina l’inizio del corso di nuoto.

Penso a me, al caldo soffocante, all’odore di cloro e di spogliatoio maschile, alla noia del tempo trascorso davanti alla vetrata in vista della vasca, in compagnia di nonne critiche verso tutto, di mamme che non conosco ancora e di chiacchiere superficiali e fitte che annullano la possibilità di immergermi nella lettura del mio libro.

Penso che da quest’anno saranno due i bambini da svestire e rivestire, sciacquare e asciugare, ascoltare e incoraggiare nella fretta di scappare da quella sauna affollata e inospitale.

Penso al mio Bimbo Grande e alla sua confidenza istintiva con l’acqua, che però crescendo si sta mescolando a un po’ di paura, alla fatica di dare un ordine ai movimenti, di seguire le indicazioni gridate da bordo vasca, di rinunciare al gioco per impegnarsi sul serio ad imparare gli stili.
Penso che ogni anno da lui si pretendono maggiori sforzi.
Penso ai suoi occhi che ancora mi cercano, per un sorriso e un saluto fugace dal muretto e prima dei tuffi.
Penso che devo abituarmi alla tensione del vederlo affrontare le difficoltà da lontano, ma anche che ha ancora bisogno di sapermi abbastanza vicina da seguirlo con lo sguardo.

Penso al mio Bimbo Grandicello, che non vede l’ora di poter fare quello che suo fratello già fa, che ha una gran voglia di buttarsi con entusiasmo, ma che fa i conti con la timidezza e so che con orgoglio cerca di mascherare i suoi timori.
Penso che tutto quello a cui il primogenito è stato preparato con attenzione e gradualità per lui si presenta come un passo naturale e che ciò sia un’opportunità ma anche una prova.
Penso che devo ricordarmi dei due anni e mezzo che lo separano dal fratello e che anche per lui le prime volte sono delle prime volte.

Penso a tutto questo mentre riempio la borsa, li accompagno alla prima lezione, li preparo e li indirizzo verso le docce.
Poi mi devo fermare, lì nello spogliatoio, e lasciarli andare da soli.

Vedo due scriccioli magrolini nei loro costumi, che avanzano emozionati col passo incerto di chi non conosce ancora il nome dell’istruttore, i compagni e la corsia dove nuoterà quest’anno.

Ma non sono soli: si prendono per mano per raggiungere il gruppo e poi aspettano l’appello seduti uno sulle ginocchia dell’altro.

Vedo due fratelli.
E mi concedo di commuovermi.

15 Thoughts on “Pensieri intorno alla piscina

  1. e di farci commuovere…
    Ho notato anche io di recente come il piccolo viva con naturalezza quello che per il grande era una conquista, pensavo dipendesse dal carattere di ciascuno, invece mi rendo conto leggendo che non è solo quello.

  2. meravigliaaaaaa

  3. MammaOggiLavora on 25 settembre 2009 at 18:26 said:

    e’ davvero tenerissimo vedere la solidarieta’ tra fratelli, il loro andare insieme alla scoperta del mondo.
    Un abbraccio

  4. Ma a parte la commozione, questa piscina deve essere una tappa obbligatoria anche d’inverno?

  5. Renata: il carattere sì è fondamentale, ma anche l’ordine di nascita e poi forse il nostro atteggiamento… un insieme di fattori.

    My: 🙂

    MammaOggiLavora: sono i momenti migliori.
    Un abbraccio a te

    Mamma che fatica: in che senso tappa obbligatoria?
    Semplicemente, ci fa piacere che imparino a nuotare e così frequentano un corso da settembre a maggio.
    Certo, d’estate, al mare, è meglio. Ma, per noi milanesi, è già una fortuna avere una piscina comunale vicina a casa.

  6. belli ‘sti due scricciolini che aspettano seduti uno sulle ginocchia del’ altro!

  7. Anonymous on 28 settembre 2009 at 15:27 said:

    E io mi commuovo con te leggendo questo bellissimo post
    MammaTuttoFare
    RicordiDiVita

  8. anche noi nella stessagrandecittàdelnord ci sorbiamo la piscina da settembre a maggio…per tutti e due i figlioletti tutti i sabati mattina, sperando un giorno di imparare a nuotare (il ritmo dell’insegnamento è purtroppo molto blando) e di potersi dedicare ad altri sport.
    Anche i miei due si prendono per mano e vanno. In piscina, a scuola (nido ed elementari entrano dalla stessa porta), alla fontanella del parco. Un minuto dopo sono per terra che si azzuffano. Ma sono carinissimi e sono la mia gioia.
    ciaoooooooooooooooooo

  9. PaolaFrancy e MammaTuttoFare: grazie! 🙂

    A casa di Clara: certo, le risse si alternano a ritmi vertiginosi con questi momenti di tenerezza… ma vederli farsi coraggio nei momenti più delicati è impagabile. Ciao!

  10. Anonymous on 29 settembre 2009 at 16:37 said:

    che bella che sei..
    una lacrimuccia è scesa anche a me!!
    mammina74

  11. Rafforzi il mio pensiero che two is better than one 😉 A un certo punto capisci che non sono mai stati figli unici.

  12. Mammina74: ma grazie! Sei la benvenuta, torna a trovarmi 🙂

    Mamma Cattiva: è così. Per me è un pensiero rassicurante. Ciao!

  13. invece il povero Mattia va al corso da solo: una piscina stra affollata, credo prioprio simile (?) alla tua, confusione, grida, spintoni, e lui, cicciottino, che si dirige con gli occhi bassi verso la vasca

  14. Valewanda: è la sorte dei primogeniti… Anche il mio Bimbo Grande ha dovuto imparare la strada da solo. Ora, dopo due anni d’esperienza, guida il fratello e prova ad asciugarsi i capelli da solo mentre io mi occupo del più piccolo, si sente un ragazzo! Ciao 🙂

  15. Pingback: Il nuoto, come gli altri sport individuali, educa alla costanza

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