Le nostre vacanze di primavera in Grecia: Atene

Da tanti anni io e Papà in 3D, insieme dai tempi del liceo classico, coltivavamo il sogno di un viaggio fra Atene e il Peloponneso. Per un certo periodo, abbiamo anche progettato di farne il nostro viaggio di nozze, ma abbiamo dovuto accantonare l’idea per motivi logistici e stagionali; poi sono arrivati i bambini, uno dopo l’altro, e anche la scuola, con il suo calendario rigido, a farci rimandare ancora.
Finalmente, quest’anno, l’occasione di una lunga vacanza primaverile ci ha dato la possibilità di organizzare questo viaggio in Grecia, nella stagione in cui il caldo non rende troppo pesanti le visite archeologiche e la vegetazione mediterranea è nel pieno della fioritura.

Siamo atterrati ad Atene armati di soli bagagli a mano e abbiamo raggiunto con un tranquillo viaggio in metropolitana l’albergo vicino a Piazza Syntagma in un giovedì di nuvole fitte, ma già la vista dal balcone della nostra camera, sul Palazzo del Voulì e i Giardini Nazionali, ci ha fatto respirare aria di vacanza, seppur nel pieno centro della città.

Atene: vista dalla camera dell'albergo su Voulì e Giardini Nazionali

E ci è bastato allontanarci di qualche passo dall’albergo per intravedere nei primi scorci quello che ci aspettavamo da questa città.

Atene: tempio di Zeus Olimpio e arco di Adriano

Tempio di Zeus Olimpio e scorcio dell’Acropoli dall’arco di Adriano

La prima passeggiata ad Atene, fra Plaka e Monastiraki

È stata invece una sorpresa quello che abbiamo scoperto addentrandoci tra le stradine tortuose e le scale di pietra della Plaka, quartiere storico e pittoresco alle pendici dell’Acropoli, in cui ci si dimentica completamente della capitale moderna e trafficata in cui ci si trova.

Atene: quartiere Plaka

Atene: quartiere Plaka

Abbiamo passeggiato senza meta fino all’ora di cena e fatto assaggiare ai ragazzi le loro prime specialità greche in una taverna con una terrazza a ridosso della parete rocciosa dell’Acropoli, poi ci siamo lasciati incantare sull’Antica Agorà da un tramonto rosso pieno di promesse e, scendendo verso Monastiraki, ci siamo innamorati dell’immagine che ci lasciavamo alle spalle: quell’Acropoli illuminata che sembrava aspettarci lassù per l’indomani.

Atene al tramonto scendendo da Plaka a Monastiraki

La visita all’Acropoli

Atene-Orari-Pasqua-2014Dopo aver dovuto adattare i nostri programmi all’imprevisto degli abbondanti -e per noi incredibili- orari di chiusura straordinari dei siti archeologici durante le festività pasquali, di cui siamo venuti a conoscenza solo nell’ascensore dell’albergo, nonostante avessimo fatto visita il giorno precedente all’ufficio turistico, dove un giovane e affabile impiegato aveva preferito manifestarci la sua passione per l’Italia e condividere con noi i ricordi della sua permanenza nel nostro stesso quartiere di Milano, piuttosto di queste informazioni…

finalmente, a mezzogiorno di venerdì, abbiamo potuto iniziare a salire sull’Acropoli, lasciare alle nostre spalle la città moderna vista dal Teatro di Erode Attico e alzare lo sguardo verso le colonne dei Propilei.

Atene: ingresso all'Acropoli dai Propilei - Teatro di Erode Attico

Teatro di Erode Attico e Propilei

E poi, una volta che ci si è spalancata davanti la spianata dell’Acropoli, a me si è letteralmente mozzato il fiato nel riconoscere l’Eretteo con l’ulivo di Atena e la Loggia delle Cariatidi da una parte e la maestosità del Partenone dall’altra, per l’emozione di vederli uscire dalle pagine dei libri e materializzarsi nella loro ambientazione perfetta, l’emozione di essere proprio lì.

Abbiamo girato e rigirato sotto il sole, scattato foto e provato a spiegare ai ragazzi quanto studieranno in futuro di quei luoghi, e poi girato ancora con il naso per aria, ripetendoci “ne valeva la pena di aspettare tanto, eh”… da non aver voglia di scendere più.

007-Atene-Acropoli-Eretteo

Eretteo

Acropoli di Atene: loggetta delle Cariatidi

Loggetta delle Cariatidi

Acropoli di Atene: Eretteo

Eretteo

Acropoli di Atene: Eretteo

Eretteo

Acropoli di Atene: Partenone

Partenone

Acropoli di Atene: Partenone

Partenone

Atene dall’alto: la salita al Monte Licabetto

Tra il pomeriggio di venerdì e la mattinata di sabato ci siamo riempiti ancora gli occhi di scultura antica, visitando il Nuovo Museo dell’Acropoli e il Museo Archeologico Nazionale che, trovandosi in una zona centrale ma meno turistica, ci ha fatto entrare in contatto anche con una Atene più sofferente, che porta i segni della pesante crisi economica nei tanti negozi chiusi e nelle attività abbandonate.

Sabato pomeriggio, abbiamo deciso di allontanarci dall’atmosfera urbana, salendo sul Monte Licabetto, quella altura verde che, fin dal nostro arrivo, continuavamo a vedere da lontano, dalla camera dell’albergo, sopra i tetti della Plaka e anche dall’Acropoli:

Atene: Monte Licabetto

Arrampicandoci per un’oretta sui sentieri che partono dal centro della città e si immergono immediatamente in un bosco mediterraneo fiorito, abbiamo raggiunto la cima della collina, alta 277 metri, da cui si apre il panorama dell’intera città fino al mare e alle coste del Golfo Saronico in lontananza.

Panorama di Atene dal Monte Licabetto

La nostra ultima sera ad Atene e qualcosa che ho capito di me

Durante la nostra terza e ultima sera ad Atene, abbiamo ripercorso ancora una volta le strade ormai note, senza più dover ricorrere alla cartina: da Syntagma per Ermou, fino a Psyrri e poi di nuovo a Monastiraki. Ed è stato lì, alzando gli occhi sopra le bancarelle del Mercato delle Pulci per cercare ancora una volta l’immagine ormai familiare dell’Acropoli sopra all’Agorà e poi rivendendo, all’imbrunire, quelle stesse luci accendersi, proprio come la prima sera, che ho capito una cosa di me, del modo in cui mi piace viaggiare ma anche del modo in cui vivo i rapporti, non soltanto coi luoghi, ma anche con le persone: mi piace conoscere e scoprire cose nuove, ma niente mi scalda il cuore quanto ritrovare ciò a cui ho avuto il tempo di affezionarmi, come l’immagine di un luogo che ormai sento mio e che so già che lascerò con nostalgia, portandomi dentro il desiderio di ritornare.

Atene: l'Acropoli vista da Monastiraki all'imbrunire

6 Thoughts on “Le nostre vacanze di primavera in Grecia: Atene

  1. Bellissimi e paperellissimi. 🙂

  2. Angela on 20 maggio 2014 at 21:59 said:

    wow! Fai venire voglia di andarci (anzi, di tornarci, ma la prima volta avevo 16 anni, non mi ricordo quasi nulla)

  3. Come sai per me Atene è un luogo profondo dell’anima, riconosco i mei passi e i miei tanti giorni in ogni angolo delle tue fotografie. E’ avere trent’anni, è essere al massimo, è la libertà del viaggio, è il tempo felice della mia vita che non tornerà mai più (in quelle forme e in quegli attimi). non volevo venire a leggere e invece eccomi qui che piango, argh

  4. la Grecia è per tutti noi un luogo del cuore, ed è struggente il ricordo degli studi fatti, che lì trovano concretezza. è un luogo del cuore, perchè veniamo da lì. anche quelli che non hanno fatto il classico. e trovarsi sotto quel sole, tra le pietre antiche è così stravolgente che vorresti tornarci domani. ok io sono di parte e quelle pietre antiche hanno fatto un po’ la mia storia. ma nessuno rimane insensibile di fronte all’acropoli o alle kourai, ai teatri e ai templi, d’un tratto sembra che tutta la storia recente scompaia davanti all’antichità. il nostro cuore batte in grecia. avete fatto bene ad andare, i ragazzi non se la dimenticheranno mai.

    • Ciao, Clara, benvenuta: mi aspettavo un commento così da te. Quando eravamo là, ti pensavo spesso, non solo per il tuo amore per quei luoghi, ma anche per l’entusiasmo con cui viaggi sempre coi tuoi figli.

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