Quando la regola ti fa eccentrico

In due anni d’asilo del Bimbo Grandicello (lo stesso del Grande, ma a lui è andata meglio ed è stato derubato solo di un ombrello) abbiamo visto sparire dall’armadietto un discreto numero di giochi portati da casa, una salviettina, un grembiule e, fresca novità, l’astuccio con tutti i pennarelli e la colla. Il tutto contrassegnato col nome scritto o ricamato a caratteri cubitali.

Sui giochi, era da tempo che insistevo perché li lasciasse a casa. Non è stato difficile far passare la regola e così, anche se dispiace vedere che gli amichetti continuano a portare di tutto (compresi oggetti ingombranti sgraditi alle maestre e addirittura armi, ma, si sa, per tanti genitori è così difficile e faticoso dire di no, spendendo magari qualche prezioso minuto da sottrarre alla corsa mattutina verso il luogo di lavoro!), ora almeno su quelli, col ragionamento, abbiamo raggiunto un accordo pacifico.

Però il corredo è necessario alla vita scolastica e le maestre hanno un bel dire che lo scopo è proprio responsabilizzarli, educarli a prendersi cura delle loro cose ed a tenerle in ordine… ma poi io come lo spiego ad un bambino di cinque anni che, nonostante tutte le dovute attenzioni da parte sua, sistematicamente, qualcuno gli sottrae ciò che è suo e non viene né rimproverato né invitato alla restituzione?

Ora, io capisco che un iniziale problema di cleptomania vada trattato con la dovuta delicatezza e non voglio nemmeno sapere quale o quali siano i compagni in questione. Però mi aspetterei che almeno la scuola proteggesse anche il mio, di bambino, dall’ingiustizia e dalla sensazione che le regole non valgano allo stesso modo per tutti.

E poi, questi bambini hanno dei genitori che dovrebbero accorgersi di avere la casa piena di oggetti che non hanno acquistato e che riportano nomi di altri. O no?

O siamo strani noi, che cerchiamo di evitare anche gli scambi e spingiamo i nostri figli a restituire al più presto qualsiasi cosa sia stata loro anche solo prestata? che ancora ci ostiniamo a insegnare loro le regole della civile convivenza? che pensiamo che quattro o cinque anni non siano troppo pochi per essere educati con naturalezza alla legalità ed al rispetto per gli altri, mentre decisamente non accettiamo che un bambino così piccolo debba già cinicamente ritenere normale e socialmente accettato il furto? che viviamo realisticamente nel mondo e cerchiamo di spiegarlo senza sconti ai nostri figli, ma che ancora non ci rassegniamo all’ingiustizia e non siamo immuni a sentimenti come lo sdegno?

Sì. Siamo strani noi. E ancor più strani saranno i nostri figli. A meno che non si appellino a qualche decreto interpretativo ad hoc per fare la tara alla nostra educazione.

17 Thoughts on “Quando la regola ti fa eccentrico

  1. Mi spiace per il Bimbo Grandicello. Che tristezza che già alla scuola materna spariscano le cose e che le maestre e i genitori lascino correre. L’anno scorso (quest’anno non lo so vista la maternità) in una delle mie classi quasi quotidianamente spariva qualcosa e mister preside faceva scattare la percuisizione degli zaini. A rendere tutto più triste la grande omertà degli alunni … tutti sapevano, tranne la vittima di turno, e nessuno parlava.

  2. il peggio sono i capi d’abbigliamento che spariscono: giacche, berretti, sciarpe… che non ho mai capito, com’è che i genitori degli altri sono tutti svampiti? No, perchè mio figlio è rientrato una volta con una giacca non sua, l’indomani gliene ho messa un’altra, gli ho messo quella non sua in una sportina, e l’ho pregato di ridarlo al legittimo proprietario… per riavere quella che l’altro gli aveva preso ho aspettato un mese intero… senza contare tutte le altre cose che non sono mai tornate a casa… mah!!!!

  3. mammina74 on 9 marzo 2010 at 16:27 said:

    purtroppo sono molti i genitori che tollerano il furto (perchè così si chiama) e anzichè fermare la cosa magari la incentivano anche!!!!

  4. io sto zitta perchè sistematicamente mi ritrovo magliettine o mini felpe ‘estranee’, spesso anche da nano maschio…le gemelle sono tragicamente distratte e disordinate…come…ehm…la madre? mpf, puo’ darsi…ad ogni modo io mi affretto a resitutire alle maestre, almeno questo !!! è davvero ingiusto che il Bimbo Grandicello veda sparire le sue cose senza che tornino mai indietro…

  5. questo spaccato sui bimbi più grandi mi fa tremare e scendere sudore gelato giù per la schiena.
    ma che mondo è? d’altra parte, anch’io sottoscrivo la domanda “perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato?” … che tristezza!

  6. Noi ci siamo accorti che spesso i cosiddetti furti sono frutto (da noi, almeno) della demenza delle bidelle. Che sono state capaci di non trovare un paio di stivaletti da pioggia verdi per 2 giorni, prima di restituirmeli. Che hanno smarrito un sacco di vestiti e addirittura scarpe nei cambi dietro le quinte della recita di Natale (io ci ho rimesso un paio di pantaloni e una felpa). E che spesso fanno casino con gli armadietti, mettendo le cose dell’uno nell’armadietto dell’altro (sicché ti ritrovi anche a fare figure, guardando in armadietti non tuoi perché tanto sai com’è la solfa).
    È anche vero che, da piccoli, i bambini non hanno ben chiaro il concetto di proprietà e per me evitare che Amelia portasse a casa cose non sue è stata una vera lotta, il primo anno: una volta le ho trovato le tasche del cappotto piene di pupazzetti tipo lego, chissà da quanto tempo erano lì!

  7. Mamma Ulcy: perché poi cominciare a usare il pugno di ferro alle superiori quando, coi piccoli, si è lasciato correre, in realtà non serve più a un granché…

    Mamma emigrata: ma come? anche nel felice Lussemburgo?! che delusione…

    Mammina74: brava, chiamiamo le cose col loro nome 🙂

    Giulia: ma certo, sono bambini e la distrazione può capitare proprio a tutti. Però si restituisce e si spiega, ci si scusa… c’è una bella differenza con il menefreghismo e, peggio, la giustificazione!

    Silvietta: è lo stesso mondo dei grandi.
    Oggi, più che triste, io sono arrabbiata (sarà che non sono appena tornata da una bella vacanza… ;-))

    Lanterna: le cose possono venire spostate, è vero, ma poi, magari dopo parecchio tempo, si ritrovano.
    Invece qui si parla di volatilizzazioni e di ricerche neanche troppo approfondite perché tanto “si sa” (anche se non si dice). A me sembra proprio brutta, davanti ai bambini, questa resa di fronte a comportamenti che andrebbero censurati.
    Perché hai ragione: il concetto di proprietà non è istintivo e quindi va insegnato, magari con fatica. Come dici tu, ogni tanto educare può sembrare anche una lotta… ma io sono ancora convinta che ne valga la pena.

  8. Per favore, continuate a educare i figli all’onestà e al rispetto, compatibilmente col caos di una scuola materna. Almeno quando li vedremo nei banchi di prima media sapremo di non stare cercando di insegnare cose che a casa vengono sistematicamente smontate dagli esempi. A volte è inevitabile sentirsi MOLTO soli di fronte a quel che fanno LORO, ma io sono ancora convinta che in qualche modo avremo la meglio NOI. Questo mi impedisce di mollare quando sarei tentata. Ma quel che fa un insegnante non ha senso se dietro c’è una famiglia che insegna il contrario.

    Quanto ai Lost & Found: ho visto una raccolta di roba dimenticata in una scuola media con circa duecentocinquanta alunni, era una pila di vestiti,giacche, sciarpe, berretti, maglie e pantaloncini da ginnastica, scarpe e zainetti che avrebbe vestito un intero paese. Si vede che i vestiti a qualcuno crescono nell’armadio come funghi. Io in compenso ho avuto alunni che mettevano lo stesso maglione tutto un inverno.

  9. no è che proprio non capisco gli altri genitori in questo caso. mi dà fastidio giudicare gli altri senza conoscere la situazione, ma questi bambini che prendono le cose altrui di chi sono figli ???
    cioè se non siamo noi genitori a controllare e a stare attenti a queste cose…
    no, mi piace ancora pensare di essere dalla parte giusta.
    e se la parte giusta è quella strana…sì siamo strani, ma con dei sani principi.

    e comunque hai ragione, la scuola dovrebbe intervenire inqualche modo!!!

  10. Anonymous on 10 marzo 2010 at 11:06 said:

    Allora la scuola materna di Vittoria è un caso a parte, perchè a noi non è sparito mai nulla e anzi quando è capitato che ci fosse uno scambio, che so di bavaglini, mi venivano restituiti pure lavati, così come ho fatto io. Il mio problema è semmai ch Vittoria regala a tutti i suoi giochi. Il fatto che sia una bambina generosa mi inorgoglise però preferirei che imparasse a dare più valore alle cose e sapesse dire di no quando i suoi compagni le chiedono in regalo le sue cose.
    Stefania mamma di Vittoria

  11. a me sembra invece molto carino che un bambino regali i giochi agli amici. è una prova che i bambini sanno stare anche senza elaborati e costosi giocattoli.
    sui bimbi cleptomani, sicuramente la cosa più triste è il menefreghismo di genitori e insegnanti. davvero triste. almeno (forse) hai la fortuna che non ti hanno fregato i buoni pasto ( da noi la mensa scolastica funziona a buoni: un blocchetto 40 euro, tre blocchetti per tre figlie 120 euro…)
    Ah, piacere, sono polly.

  12. Questa cosa mi lascia veramente perplessa, delusa e interdetta. Sopratutto non riesco nemmeno a capire come possa succedere in una scuola piuttosto che in un’altra. In tutta onestà a me non è mai capitato, ogni cosa è sempre stata trovata nell’armadietto, e a me per prima, se Mattia portava a casa cose non sue (magari con i nonni che non sapevano), è capitato di mandare subito un messaggio alla mamma del compagno “derubato” per scusarmi, dicendo che l’indomani sarebbe stato tutto rimesso al suo posto (è capitato una volta con un libro). Non posso pensare che gli altri non facciano altrimenti….

  13. trovo questa cosa molto triste. per i figli di questi genitori che a) o non si accorgono che i loro figli portano a casa cose non loro e quindi non li guardano nemmeno b) o lo notano e non riportano le cose che non appartengono a loro e, peggio ancora, non insegnano i figli a non rubare!!!
    ma come si fa???

    mah.
    paola

  14. Castagna: ma meno male che possiamo dircelo fra di NOI, perché ci si sente meno soli e si può continuare a lavorare insieme, insegnanti e genitori. Neanche noi molliamo, anche se sono sempre meno convinta che avremo la meglio.

    Wwm: è proprio quello che provo io.
    Riguardo alla scuola, devo dire che le maestre, che conosco da 5 anni, sono delle ottime persone e anche molto attente. Però su questa cosa le vedo proprio in difficoltà: io capisco la discrezione, non si può fare i poliziotti coi bambini, ma anche archiviare questi episodi come cose che possono succedere secondo me non va bene. Se io insegno a mio figlio che è sbagliato rubare poi non dovrei trovarmi a giustificare ai suoi occhi che, proprio fra i suoi amichetti, ci sia qualcuno che lo fa.

    Stefania: essere generosi è una bella cosa, senz’altro. Però, hai ragione: anche il valore delle cose va imparato. Per questo io non voglio che i miei figli accettino in regalo giochi degli altri bimbi: non si sa mai cosa ne possano pensare i genitori, se il dono sia stato spontaneo o richiesto e poi c’è sempre il rischio che ci sia qualche fratello legittimo proprietario che si infurierà!

    Polly: piacere mio!
    Fortunatamente, la mensa la paghiamo col RID…

    Valewanda: è così anche per me. Ci rimango male proprio nella misura in cui non riesco a concepire certi comportamenti.
    Credo che il fatto che certe cose succedano qui o là sia assolutamente casuale: nella stessa classe, il ciclo precedente, col Grande non avevamo avuto questo problema. Evidentemente dipende proprio da qualche persona. Certo che è una situazione antipatica, proprio dal punto di vista educativo!

    PaolaFrancy: come si faccia non so. Però mi è capitato di sentire una mamma (non dello stesso asilo), con una gran naturalezza ed il sorriso sulle labbra, dire: “Guarda quanti Gormiti ho in casa, e pensa che non gliene ho mai comprati. Chissà da dove vengono?”. Quindi forse è più facile di quanto pensiamo :-/

  15. A Lorenzo hanno rubato un sacco di giochi: all’asilo, ai giardinetti soprattutto e in piscina in vacanza a casa dei nonni.
    Anche a me sembra impossibile che un genitore o una tata non si accorga di niente. Secondo me lasciano correre. Quanto alla delusione del bambino, beh, gliela lascio proprio vivere. Purtroppo deve imparare che ci sono piccoli ladruncoli, che i giochi non si troveranno più e che deve anche imparare a custodire le proprie cose. Del tipo non lasciarle in giro senza curarsene e dimenticarsi di averle prestate.

  16. MammaTuttoFare on 15 marzo 2010 at 11:24 said:

    Per fortuna a me non è mai successo, anche perchè mia figlia potrebbe vincere il concorso di Miss Precisina e quindi non porterebbe mai a casa qualcosa di non suo…..i genitori di questi bambini “cleptomani” me li vedo, brave persone, che ti dicono “ma si, cosa vuoi che sia, sono bambini, non puoi mica pretendere….” In famiglia mi vedo sempre confrontata con genitori così e ne esco descritta come la “strega cattiva” perchè dai miei figli pretendo certi comportamenti che mi sembrano educati e corretti oltre che rispettosi dell’altro. Continuiamo così, saremo mosche bianche ma non farei cambio, assolutamente!

  17. M di MS: anche noi, in spiaggia, al parco, per strada, li abituiamo alla possibilità di perdere i giochi e pensiamo sia meglio che imparino ad accettare la delusione. Se poi non sono stati attenti, allora cerchiamo di responsabilizzarli. Però, quando a sparire è l’occorrente per la scuola, debitamente riposto sugli scaffali indicati dalle maestre…

    MammaTuttoFare: già, “cosa vuoi che sia, sono bambini” è una delle frasi più sentite… e allora qual è l’età in cui cominciare ad educarli?

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