Di scelte, errori e maturità

Anni fa una persona che godeva della mia stima disse:

Io non mi sento vecchio, perché vecchio è chi ha commesso almeno un errore irreparabile.

Allora ero una ragazzina piena di certezze, che aspettava con entusiasmo che la vita le si spalancasse davanti e queste parole mi colpirono, infatti ancora le ricordo.

Ma oggi le sento risuonare così riduttive.

Perché da allora ho vissuto, semplicemente, e ho visto e ascoltato altri vivere.

Non posso dirmi ancora vecchia, ma sicuramente ho imparato che continuamente si sceglie, per sé e per i figli, per le persone che si amano e per quelle che nemmeno si conoscono.

Si prendono piccole o enormi decisioni, che condizionano e da cui spesso non si può tornare indietro, nel bene o nel male.

Ci si può trovare di fronte a dei bivii che ci interpellano dolorosamente, ma in cui la strada facile, o felice, o sicura proprio non c’è.

E allora si sceglie, e poi ci si carica della propria responsabilità e si soffre, ma si impara che la categoria dell’errore è così difficile da definire, che non sempre si può misurare la qualità di una decisione dalla felicità che porta, perché non c’è via di uscita che non sia in salita.

E allora si va avanti, e poi si cerca di non rimanere troppo a lungo voltati indietro, ma quello che di prezioso ci si può portare via è l’insegnamento che certe scelte non si possono giudicare ma solo rispettare, perché certi bivii non si vorrebbe incontrarli mai, ma è anche lì che si diventa uomini e donne veri, non vecchi.

10 Thoughts on “Di scelte, errori e maturità

  1. Non saprei cosa aggiungere al tuo post. Mi limito a condividere.

  2. ITmom on 28 aprile 2009 at 11:59 said:

    per me vecchio è chi subisce la vita senza scegliere né lottare, chi ha commesso degli errori ha semplicemente vissuto.

  3. Credo di capire da cosa è nato questo post. Se è così, sono con te.

  4. Renata: grazie, mi fa piacere che me lo dica.

    ITmom: sono d’accordo. Vecchiaia è anche la resa.

    TuttoDoppio: sì, è nato da lì, ma anche da tante altre situazioni che, come si dice, scuotono le coscienze. Grazie.

  5. Marilena on 28 aprile 2009 at 20:18 said:

    E’ da un pò che ti leggo e come te o tre bambini. O meglio effetivamente mia una gli altri due sono figlio di mio marito ma adesso che vivono con noi li considero un pò figli miei.
    Ti ho lasciato un premio nel mio blog…a presto, Marilena

  6. emily on 28 aprile 2009 at 21:48 said:

    x me vecchio è chi nn accetta più i cambiamenti, chi nn si incuriosisce più di nulla, chi perde interesse x gli altri.
    nn è una questione anagrafic, ci sono tanti ragazzi che sono così

  7. Marilena: benvenuta! Arrivo subito da te.

    Emily: sottoscrivo in pieno, soprattutto il disinteresse per gli altri… tristemente comune fra i ragazzi. Spesso invece proprio l’esperienza rende molto più vivi.

  8. Pimpa3 on 29 aprile 2009 at 16:04 said:

    Ci vuole coraggio per decidere (per se, per i figli), la paura di sbagliare è sempre tanta…. ma, non scegliendo mai si rischia che altri o, peggio, il caso scelgano per noi…

  9. Andare avanti senza rimanere troppo a lungo voltati indietro per me è una fatica immane.
    Ma me la sono imposta perché solo così si può raggiungere un po’ di serenità, imparando a fissare l’orizzonte.

  10. Pimpa3: lo penso anch’io.

    Silvia: una gran fatica, che richiede disciplina. Ma per me, da quando ho i bambini, è un po’ meno difficile: mi sembra che l’orizzonte sia più vicino.
    Ti abbraccio

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