Non è una città per bambini

Milano funziona, Milano corre, Milano ospiterà l’Expo.

Milano si ricopre di neve e non chiude le scuole, ma si blocca completamente.

Milano vive la sua Design Week (non più solo Salone del Mobile, per carità) e così, se ti capita di abitare in una zona che si è scoperta inaspettatamente di tendenza, ti ritrovi assediata dalla folla, fatichi letteralmente a raggiungere (a piedi, come sempre) casa tua e le scuole dei bambini, vedi i parchi trasformati in bivacco dei visitatori, sei costretta a sentire per tutto il pomeriggio e fino a mezzanotte la musica e le voci delle radio che trasmettono in strada e che ti entrano in casa, nonostante il piano alto e le finestre chiuse, sei impossibilitata a lasciare la città nel weekend perché neppure ai residenti sarà consentito muovere le auto.

Ma Milano palpita, Milano festeggia, Milano dà sfoggio di sé.

A Milano attendi la pubblicazione delle graduatorie di ammissione alle Scuole dell’Infanzia più o meno con la stessa trepidazione che accompagna l’estrazione della Lotteria della Befana, perché hai scoperto che la buona vecchia scuola materna non è più considerata, come pensavi, un importante passaggio nella crescita dei bambini, una tappa fondamentale del percorso educativo, ma un servizio alle famiglie e che quindi, se non lavori e hai scelto di dedicarti ai tuoi figli, loro hanno meno diritto degli altri di incontrare degli amici, giocare e imparare.

Poi però, ti prendi una bella soddisfazione quando calcoli che, se avessi ricominciato a lavorare, avresti avuto 1 punto in più, mentre, siccome hai partorito la terza figlia, te ne prendi addirittura 1,25: per una volta una scelta vincente… una nuova vita vale ben un quarto di punto!

A Milano nemmeno ti sorprendi tanto quando leggi che, da un anno con l’altro, la retta della refezione scolastica nelle scuole pubbliche aumenterà del 50 per cento (cioè, se prima pagavi 2, adesso pagherai 3)!

Poi però, guardi bene la nota informativa e ti accorgi che (grossa novità), se hai più figli che usufruiranno della mensa nello stesso anno, dovresti pagare la quota intera per uno di loro ed avere una riduzione della metà per gli altri…

E allora lì sì che ti stupisci davvero: possibile? una politica di sostegno alle famiglie numerose?!

Leggi, rileggi, compili il modulo e lo consegni, ma, sotto sotto, non ci credi davvero e ti aspetti che prima o poi salti fuori che hai capito male.

14 Thoughts on “Non è una città per bambini

  1. Sante parole, non sai come sono arrabbiata per quell’inutile e ingiustificato aumento. Però il comune non fa nulla per i nostri figli. I soldi li dobbiamo tirare fuori noi, noi che ci subiamo il traffico, lo smog, lo sporco delle fiere e della moda. Noi che abitiamo nella via con la più alta concentrazione di showroom, ad ogni settimana della moda non possiamo spostare la macchina perchè poi rischiamo di fare le 4 di notte a cercare parcheggio, perchè noi dei numeri pari (alti) di viale umbria non abbiamo diritto al parcheggio residenti.

  2. Pimpa3 on 24 aprile 2009 at 18:23 said:

    Lucca:
    – 3,50 Euro al giorno a pasto…. se Cecce e Misvengo mangiano all’asilo sono 7,00 euro al giorno, se anche avessi 10 figli non avrei uno straccio di agevolazione.
    – Il fatto di avere già una bambina iscritta all’asilo non dà nemmeno un punto di agevolazione se vuoi iscivere la sorella… in teoria la mattina dovresti farti il giro degli asili e lasciare un figlio per parte…
    – Io abito in periferia: non c’è un parco nel raggio di 10 km….
    L’Italia non è un paese per bambini e,soprattutto, il fatto di averne fatti tre fa di noi, semplicemente, due coniglie 🙁

  3. buon x voi, una buona notizia ogni tanto serve.
    ciaooooooooooooo

  4. cosi’ in città.
    in provincia invece succede che io son residente in un paesiello che non ha niente, quindi non ho diritto a niente qui e non ho diritto a niente nella cittadella a 2 km, in cui lavoriamo etc etc etc perchè non vi sono residente.
    Di conseguenza nido privato.
    E per avanzare qualche soldino (tanti!) ogni sera preparo io il pasto e niente mensa.

  5. Alessandra: sottoscrivo. Ma allora questi showroom sono proprio dappertutto!

    Pimpa3: che brutte cose. E poi cos’avranno mai contro noi povere coniglie?

    2Gemelle: speriamo… se fosse vero (e aspetto delle conferme per crederci), noi avremmo dei vantaggi solo quando anche la terza piccolina andrà all’asilo. Per l’anno prossimo (con 2 figli scolarizzati) l’aumento supererà ancora il risparmio. Comunque sarebbe già un buon segno.

    My: ti assicuro che avrei preferito scoprire che altrove le cose andassero meglio!
    Comunque so (anche se non per esperienza personale) che anche qui coi nidi va ancora peggio che con le materne.

  6. Tutta la mia ammirazione a chi sopravvive a Milano. 🙂

  7. si, gli showroom te li trovi ovunque, davanti casa ho Paul Smith, poi calvin klein, l’Atlantique, Avirex ecc…insomma in zona durante la settimana della moda meglio non uscire di casa.

  8. Hai ragione su tutto, in Italia, non solo a MIlano, fare i figli è considerato un fatto estremamente privato (sono tutti cavolacci tuoi) le agevolazioni sono sbandierate come propaganda politica e poi gratta gratta non hai mai le condizioni specifiche per goderne (sei non sei capricorno ascendente pesci, ciccia!). Nei paesi e città più piccole vivi meglio perchè hai le nonne vicino, meno strada da fare e-come dice Alessandra- non hai Paul Smith davanti a casa!

  9. Sono venuta a leggerti: sì , capisco il tuo sfogo! Anche noi vittime di quello che tu dici: 2 figli, 2 scuole private, gli showroom tutti intorno, che fa figo ma le Mercedes dei vip ci arrivano fin dentro nel portone!

  10. Silvia: Grazie 🙂 Ma non è che stiamo qui per fare gli eroi: un po’ per affetto, un po’ per le opportunità, un po’ perché quando la grande città ce l’hai dentro non puoi rinunciarci… Però con i bambini piccoli è tutto piuttosto complicato!

    Extramamma: ecco, lo sapevo… io NON sono capricorno ascendente pesci!! ;-D

    M di MS (e Alessandra): già, questi Signori Grandi Firme fanno molto figo… ma i cosiddetti vip chi li sopporta?!

  11. ITmom on 26 aprile 2009 at 20:28 said:

    quella della mensa mi ha colpito anche a me. non ho mai visto un aumento così incredibile in tutti questi anni di asilo dei miei figli.

  12. ITmom: già, e stupiscono anche il silenzio e la mancanza di giustificazioni che accompagnano un aumento così.

  13. Noto che il tema Milano ogni tanto ritorna sui blog. Ognuno dice la sua, ognuno ha motivi per andarsene e altri per restare. Ognuno poi guarda ciò che è meno peggio e decide almeno per un po’ dicendo a se stessa: nessuna scelta è mai definitiva: si può sempre cambiare.

    Però concordo non è detto che fuori vada meglio. Il problema è che in Italia non esistono più le famiglie allargate di una volta in cui nonni e parenti tutti sono di contorno e supporto, ma la struttura sociale non si è accorta di questo cambiamento e le strutture a supporto delle famiglie non hanno tenuto il passo dei cambiamenti. Ce lo ripetiamo tutte e poco o nulla cambia.

  14. Renata: mi trovo d’accordo con te sulle considerazioni generali.
    Milano è la mia città e, a conti fatti e soprattutto pensando al futuro, io resto.

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