Un’estate inaspettatamente leggera

Dieci anni fa trascorrevo la mia prima estate in questa cittadina della Liguria, arrivando qui col mio insonne e irrequieto primogenito di 17 giorni.
Da allora, ogni anno stessa spiaggia e stessa cittadina ligure, con la famiglia che si è allargata e complicata sempre di più, la mia percezione dell’estate è sempre stata quella di un periodo intensissimo e faticoso fisicamente, tra sabbia, caldo, docce, carico di giochi e attenzione da mantenere sempre al massimo per tenere d’occhio i tre tutto il giorno in spiaggia.

L’anno scorso, io e Papà in 3D abbiamo realizzato il desiderio di ritagliarci un angolino tutto nostro qui e così, non paghi dei consueti ritmi estivi, ci siamo procurati qualche mese di ristrutturazione, e poi pulizia del cantiere, montaggio dei mobili e trasloco dalla mansarda in affitto alla nostra casetta nuova proprio durante le settimane di ferie. A settembre eravamo sistemati e soddisfatti, malinconici all’idea di tornare a Milano, ma pur sempre provati da un’estate pesantuccia.

Dopo la chiusura di un anno scolastico (anzi tre) zeppo di impegni, con la promessa del prossimo ancor più problematico dal punto di vista logistico, sono scappata qui al mare verso la fine di giugno un po’ in apnea, senza programmi e con l’idea cristallizzata delle estati passate.

Trascorsa qualche settimana mi scopro qui, nella casetta ormai perfezionata per le nostre esigenze e scaldata dall’abitudine, sotto ai soliti ombrelloni blu dove i bambini stanno finalmente godendo del piacere di aver costruito una loro “compagnia” di amici e di potersi muovere sempre più in autonomia, in riva a quel mare dove ora anche la Piccolina sguazza contenta senza più rimanermi aggrappata… mi accorgo di non aver più nessun bambino in braccio sudore contro sudore, spesso mi sorprendo seduta, talvolta addirittura sdraiata, e mi posso persino permettere il lusso della lettura…

Poi è vero che tre mesi coi bambini incollati ventiquattr’ore su ventiquattro sono lunghi, che non mi piace dover stare lontana da Papà in 3D tutte queste settimane, che ci sono i compiti delle vacanze, che devo continuare a ripetere che a calcio in spiaggia non si può giocare e un sacco di altre cose noiose, che spesso non mi obbediscono, che ogni tanto si azzuffano, che non stanno mai zitti e alla sera non vedo l’ora di metterli a letto per dedicare qualche ora solo a me.

Però quest’estate è inaspettatamente leggera.

Ho sempre parecchio da fare, ma dopotutto non abbiamo orari e ce lo ripetiamo: “non ci corre dietro nessuno”.
I bambini ridono tanto e chiacchierano fra di loro, fanno domande in continuazione, sono interessati a tutto, vediamo insieme il telegiornale, i cartoni e persino i vecchi film.
Sono abbastanza grandi da poter essere guardati da lontano in controluce mentre giocano da soli in riva al mare, ma non ancora troppo, da annoiarsi del tempo in famiglia e da chiedere di andare, di uscire da soli.
Li vedo rilassati, abbronzati, contenti.

E io mi godo la loro compagnia.
È questo probabilmente il segreto di questa leggerezza che mi ha colta di sorpresa e ho tutta l’intenzione di tenermi da conto.

Questo post partecipa al blogstorming.

6 Thoughts on “Un’estate inaspettatamente leggera

  1. Oddio che bello, finalmente un po’ di leggerezza.
    Guardare i bimbi mentre fanno le loro cose, ascoltarli mentre chiacchierano tra di loro, anche io mi sto abbeverando e rinfrancando di questo. E non è poco. Un abbraccio, buona estate!!!!

  2. Valewanda on 27 luglio 2012 at 18:21 said:

    E’ un post che descrive perfettamente una situazione a cui mi sono avvicinata ad Alghero, anche se qualche passo indietro. Goditela, quando e’ cosi ci si rilassa pure. Un abbraccio

    • Ciao Vale. Si sentiva da Alghero che assaporavi dei bei momenti…
      Adesso ti mando un abbraccio forte, con l’augurio che anche le prossime vacanze ti regalino un po’ di serenità.

  3. ti capisco … i Child sono del 2006 e del 2007 questa é stata la prima estate che ho potuto trascorrere sdraiata sotto l’ombrellone, loro hanno imparato a nuotare ed io che leggo il giornale mi sento quasi tornata una ragazzina 😉

  4. Pingback: Alla fine delle vacanze, pensando all'inizio della scuola

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