La chiamano preadolescenza: crescere e aspettare

Ingresso nella preadolescenza: 11 candelineAbbiamo smaltito a fatica una chiusura d’anno emotivamente impegnativa, con l’addio del Grande alla scuola primaria e della Piccolina a quella dell’infanzia: addii che sanno di nostalgia per tutto il bello che si è ricevuto, ma soprattutto di ansia per le novità che arriveranno.

Anche questo inizio di estate nella nostra solita spiaggia per ora si sente un po’ sospeso, in questa nuova età di mezzo in cui entra la nostra famiglia insieme a Pietro coi suoi 11 anni: la preadolescenza.

Le nuove incognite tappe scolastiche sono sulla bocca di tutte le persone che incontriamo, ma non è solo della gente la responsabilità della percezione dei cambiamenti, che sono reali: le gambe allungate sotto i costumi da bagno colorati, gli atteggiamenti e il passo da ragazzino, l’esigenza sempre più pressante di trascorrere il tempo con gli amici. E quella stessa compagnia di amici gli sta crescendo addosso, con uguale velocità: il ricordo dei giochi degli scorsi anni e la voglia di divertirsi ancora anche giocando si scontra con quei fisici non più bambini e con la giungla di divieti della riviera ligure, senza più poter contare su quel po’ di indulgenza che è concessa qualche volta ai più piccoli.

Divieti sulla riviera ligure

Noi cerchiamo di prendere le misure, perché anche il modo di educare e di accompagnare cambia: capita sempre più spesso di dover lasciar andare, talvolta addirittura spingere e soprattutto incoraggiare, comprendere l’incertezza e cercare di riempirla di fiducia, col cuore dibattuto fra orgoglio e timori.

È un’estate così: di attesa.
Due fratelli al mare: il bagno insieme al largo

Loro due, là in mezzo al mare. Fratelli.

6 Thoughts on “La chiamano preadolescenza: crescere e aspettare

  1. Quanto mi mancavano i tuoi post saggi!!!

  2. Bello bello bello *__*

  3. Angela on 10 luglio 2013 at 21:34 said:

    Anche noi qui con Pietro che si vuole fare la sua vita ma poi cerca l’abbraccio della mamma. Che prende e va a fare i suoi giri da solo, ma poi ha paura del buio. Che mi risponde male e poi si mette a piangere per una mia risposta frettolosa.
    Bambini in crescita che non si sa dove vadano.
    E ieri ha incendiato un tovagliolo. Sperimentazioni pericolose. E io che mi spavento e mi dico che non ce la posso fare da sola ad affrontare una lunga estate in montagna, lavorando.
    Ti sono vicina e ti capisco.
    Buona estate Linda!

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