Come se niente fosse

Ma chi l’ha detto che il confronto più duro che una neo-mamma debba affrontare sia quello con le altre mamme?
Vogliamo parlare del confronto con le altre donne, con le amiche non ancora mamme e con il ricordo della ragazza di belle speranze, tutta vita sana, chiacchiere spensierate e cura del corpo che si è trasformata in un rotondo e nauseato contenitore prima e in una amorevole e assonnata latteria poi?

Il complimento di cui andavo più orgogliosamente fiera, dopo la nascita del mio primo bambino, era: “non sei una mamma che parli solo del suo bambino, sei una persona con cui si riesce a chiacchierare ancora di tutto”.
E meno male!
Mi sentivo già abbastanza isolata ad avere orari e ritmi completamente diversi dalle mie amiche, ad essere ormai esclusa da tutte le iniziative da dopo-ufficio (gli aperitivi in orario da pappa e le cene con inizio all’ora in cui già da tempo dormivo profondamente sul divano)… dopotutto ero sempre la stessa, con lo stesso cervello di prima, ci mancava solo che non riuscissi a sfruttare qualche rara chiacchierata distraendomi con argomenti da gggiovane…

E così, come se niente fosse, ascoltavo con partecipazione e, nei limiti del possibile, con notevole sforzo di immedesimazione, le storie tormentate delle amiche dagli amori impossibili, le indecisioni delle future sposine ancora convinte che la scelta della vita fosse quella delle bomboniere, i racconti di avventurosi viaggi dall’altra parte del mondo e persino le descrizioni dell’enorme giovamento di un ciclo di massaggi sull’incipiente cellulite…
Come se niente fosse. Ma sempre dondolando. Perché una neo-mamma dondola. Sempre. Sia che abbia il suo bambino in braccio, sia che tenga la mano sulla carrozzina, sia che, semplicemente, si sia dimenticata di smettere anche dopo aver adagiato il piccolo nel lettino. Una neo-mamma, per mesi, si può riconoscere, oltre che dalle occhiaie, i pantaloni della tuta e i capelli raccolti, anche dal movimento ondulatorio o sussultorio che dalle braccia si trasmette a tutto il corpo.

E ancor più delle chiacchierate con le mie amiche sedute sul mio divano, mentre io, in piedi, dondolavo, ricordo come momenti di svago le serate trascorse come ospiti nei salotti altrui: ore piccole raggiunte come se niente fosse, sforzandomi di non pensare all’impossibilità di recuperare il sonno alla mattina, spese dimenticandomi del piccolo dormiente addosso, riprendendo contatto con la realtà solo al momento di salutare, ritrovandomi la maglietta stropicciata e fradicia sotto la piccola testa sudata.

Ma le più grandi e faticose esibizioni di disinvoltura, per me e Papà in 3D, sono stati i matrimoni: solo nel primo anno di vita del Bimbo Grande, abbiamo partecipato almeno ad una dozzina di matrimoni, e poi a tanti altri ancora, con uno, con due e poi con tre figli appresso. Perché lì bisogna esserci, per forza, e mettersi eleganti, e portare i bambini, eleganti anche loro, perché “com’è bello un matrimonio con tanti bambini”…
E allora, come se niente fosse: tacchi alti, e vestito da cerimonia (con strategica scollatura che consenta l’allattamento), e passeggino pieghevole, e borsa di stoffa blu piena di pannolini, cambi e giochi al posto della bustina coordinata con le scarpe. E poi ore trascorse, come se niente fosse, a tenere a bada i pargoli, senza riuscire ad avvicinarsi al buffet, a conversare sorridenti, senza trovare una mano libera con cui reggere un bicchiere, a ricevere complimenti “ma come sono belli, ma come sono bravi, ma che coraggio portarli qui…”
Già, che coraggio, ma chi me l’ha fatto fare?
Com’è che tutti gli altri ballano e si divertono leggeri e noi a fine serata ci sentiamo come reduci da una sessione di spinning?
Perché, vestita elegante, coi capelli sciolti, il trucco ben fatto e coi tacchi che sprofondano nell’erba, mi sento così fuori luogo a rincorrere i pupi piegata in due?
È vero: “com’è bello un matrimonio con tanti bambini…”
Ma perché solo noi siamo conciati così?
Dove sono tutti gli altri bambini? non dovevano essercene tanti?
“I miei li ho lasciati a casa, con la nonna, con la tata, con la zia… Mi sono presa un giorno di vacanza, così me la godo…”
Già, perché è più facile mostrare disinvoltura, e sentirsi, come se niente fosse, una donna più che una mamma, quando i figli non te li porti dietro!

Mamma_che_Ridere
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15 Thoughts on “Come se niente fosse

  1. anche io i miei due piccoli me li porto sempre dietro, perchè non ho a chi laciarli. pochi giorni fà sono stata anche in vacanza da sola con entrambi 6 ore di viaggio e sono stati bravissimi, penso che questo sia la mia ricompensa, vedo tanti altri bambini che non essendo abituati fanno i capricci mentre i miei si comportano bene, quando siamo scesi dal volo mi facevano tutti i complimenti e poi sono organizzata, non mi mancano mai cibi, giochi etc. tanto che spesso gli altri bambini si appendono alla mia borsa sembro mary poppins!

  2. io odio i matrimoni, quando ricevo il temuto invito rispondo sempre: noooooo, ti pareeeeee, con tre bimbeeeeee, aaaah, come vorreiiiii. nel caso insistano con la storia che il matrimonio è bello con tanti bimbi, passo al piano b:accetto, e all’ultimo momento fingo la diarrea di una delle tre. nel caso sia impossibile rinunciare, c’è il piano c: te la sei proprio voluta, vengo con le bambine.di sicuro non seguiranno altri inviti.

  3. Eh, io sono di quelle che lascia i figli a casa per divertirsi un po’.
    Anche al mio matrimonio (ma solo la cena).
    Poi a mezzanotte a casa come Cenerentola per liberare la baby-sitter!

  4. Hai ragione!
    Poche settimane fa sono stata con il mio compagno ad un compleanno. Francesco era da sua padre quel sabato sera.
    Andando ero già triste al pensiero che le altre mamme presenti si sarebbero spupazzate i loro bambini. E io no.
    Invece sono arrivata lì e non ho trovato nessun bambino. Erano tutti con le tate.
    Quella sera non ero diversa. Non mi sentivo fuori posto.
    Ma ho provato tristezza.

    Ovviamente la mia situazione è particolare. Non c’ è niente di male nel lasciare i propri figli a qualcuno e godersi una serata … però, sinceramente, io pagherei per poter stare con mio figlio SEMPRE.

    ciao, paola

  5. A maggio devo andare a un matrimonio…volevo portare il campione ma…come sarà? Tremo già al pensiero…
    P.S. il tuo bimbo grandicello al mio matrimonio era tanto bello da mangiarselo! 🙂

  6. Io ho smesso, come la Staccata. Se mi capitasse di dover andare a un matrimonio, ballerine o sandali bassi, su vestiti da poter lavare in lavatrice.
    I bambini eventualmente non li porterei per non fargli sfracellare gli zebedei: certi matrimoni sono così noiosi!

  7. valewanda on 30 marzo 2010 at 21:46 said:

    io li porto, o meglio fin’ora ho portato solo Mattia, e me la sono goduta comunque. Oppure, altre volte in cui avevo voglia di ballare, li ho lasciati a casa, ed è stato bello anche così. Però il tuo post è bello perché senza veli dice tutto, in poche righe, quando passi lo spartiacque e le tue amiche ancora no. E’ successo anche a me…

  8. sono capitata per caso nel tuo blog e voglio proprio farti i complimenti! da mamma condivido il tuo spirito e i tuoi racconti!
    Brava! 🙂

  9. Susanna, grazie! E’ sempre un piacere per me quando una lettrice mi lascia un segno. Un complimento così, poi…
    Spero tornerai a trovarmi. Ciao 🙂

  10. Supermamma: anche noi li portiamo sempre dietro, o, meglio, facciamo sempre cose che ci consentano di averli con noi. E loro, un po’ perché sono abituati un po’ perché siamo stati perseveranti, sono proprio bravi… è una bella soddisfazione e, ora che sono più grandi, ne raccogliamo i frutti.

    Polly: :-DDD

    M di MS: ecco, noi invece a mezzanotte a casa per liberarCI 🙂

    PaolaFrancy: ti capisco, sono come te. Però, alla fine, le mosche bianche siamo noi. Quindi, una volta in compagnia, non è difficile trascorrere una serata senza figli (se poi eri insieme al Moschettiere…)

    Mamma Ulcy: il tuo matrimonio è stato una passeggiata! (in giorno feriale, col Grande all’asilo e il solo Grandicello di nove mesi appresso… e poi, grazie allo strategico tailleur-pantalone, indossavo pure dei comodi tacchi larghi… )

    Lanterna: sinora, fortunatamente, è quasi sempre capitato che se la godessero più di noi (certo, con qualche precauzione e frequenti incursioni all’aperto evitando di tenerli seduti a tavola per ore).

    Valewanda: grazie, Vale. Un abbraccio.

  11. La prima a sposarmi, la prima a fare figli, ho passato almeno quattro anni a trascorrere tutti i we di primavera ad andar per matrimoni. Pietro è sempre stato un vero tesoro, mai un capriccio, mai una discussione… sono proprio fortunata! Con Matteo ho detto NO, mai più! Lui sarebbe capace di tutto e io sinceramente non ne ho voglia. E sapete? Non ci hanno più invitato. Ma avete idea di quanti soldi risparmiati??? (Mio marito è scout… una jattura ‘sti matrimoni, perché gli scout i figli se li portano appresso OVUNQUE e non si limitano a due, ne hanno almeno 4 se non 5, secondo me temono l’estinzione della razza…)

  12. Angela: anche per me, la stessa cosa. Quando mi sono sposata, le mie amiche impazzavano fra esperienze all’estero e mondanità varie. Quando ho fatto i figli, loro si sono sposate. Ora, che i figli neonati li hanno loro, a me, coi miei ragazzini, sembra tutto più semplice :-DDD

  13. micol on 7 aprile 2010 at 10:42 said:

    e quelli che ti invitano al matrimonio, ma ti chiedono di lasciare a casa i bambini? no, io non ci vado, se non c’è posto per i miei piccoli, non è luogo x me!

  14. ahahah è vero… si dondola… spesso il mio compagno me lo fa notare che lo faccio anche mentre parliamo e la piccola dorme… ma è già successo che pure io lo dicessi a lui… 😉 maaaa… vogliamo anche parlare del “naso” che ci mette la suocera? io facevo così, io facevo colì… e non si capisce che i tempi sono passati? e non si capisce che magari sono passati 40 anni? che incubo!!!

    su fb mi sono giusto iscritta appena nata mia figlia a un gruppo “contro” quelli che mettono il naso su tutto…

    complimenti x il blog, è la prima volta che passo di qui… 🙂

  15. Micol: la penso come te. Ciao!

    Luna di cristallo: come non darti ragione? 😉
    Grazie, torna a trovarmi.

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