lunedì 27 dicembre 2010

Avere un fratello

Avere un fratello significa poter iniziare a giocare coi regali di Natale appena aperti, immediatamente, senza dover aspettare la disponibilità del Papà o di invitare a casa un amichetto. Avere accanto un compagno di giochi per il subbuteo, l'allegro chirurgo e il calcetto, sempre, anche la mattina appena sveglio. Avere vicino un complice di risate, cantate e zuffe, sempre, anche in macchina o mentre ti annoi perché gli adulti parlano fra di loro.

Avere un fratello significa poter dare la mano a qualcuno che conosce già la tua scuola nuova, che salirà con te la stessa scala e che incontrerai in cortile all'intervallo. Essere in confidenza coi suoi amici grandi, di terza, che ti salutano davanti ai tuoi compagni intimiditi.

Avere un fratello (e un altro fratello) significa cercarlo con lo sguardo durante la recita di classe, e il torneo di calcio, e ogni giorno davanti alla scuola. E ogni volta dire il suo nome per salutarlo e gioire perché poi si torna a casa tutti insieme e si può giocare nella stessa stanza.

Avere un fratello significa, in una notte di dicembre, diventare zia e scoprirmi a piangere d'emozione per l'annuncio di una nascita dall'altra parte del mondo. Sentire, ora come non mai, che la lontananza è dolorosa e innaturale. Incantarmi davanti alle prime fotografie via mail ed emozionarmi nel vedere su Skype quello che era un bambino e adesso è un uomo, un padre, stringere fra le braccia la sua bambina, la mia nipotina, con una dolcezza che immaginavo, perché l'avevo vista coi miei figli, ma che ora è uno spettacolo di felicità.


Dedicato alla Cuginetta Amy. Benvenuta!

venerdì 24 dicembre 2010

Babbo Natale esiste ancora

Quest'estate, avevo creduto di vedere un accenno di sospetto negli occhi del Bimbo Grande in occasione di qualche sua domanda su Babbo Natale.
Otto anni: mi sembrava naturale che si avvicinasse il momento della verità e così gli ho dato risposte vaghe, senza più invenzioni fantasiose, insistendo soprattutto sull'importanza del rispetto per l'attesa dei fratellini ancora piccoli. Ho temporeggiato, ma mi aspettavo che prima di Natale avremmo affrontato il discorso esplicitamente, ero pronta.

Invece, avvicinandosi il periodo natalizio, gli stessi occhi grandi si sono illuminati della solita emozione, fino ad essere addirittura attraversati dalla sincera preoccupazione di non ricevere regali a causa del ricordo di una brutta lite in cui aveva ferito il fratello, risalente a parecchi mesi fa.
Forse si tratta di una sua decisione, conscia o meno, di rimanere ancora bambino di fronte alla magia, di rispettare una sorta di tacito accordo con noi genitori, oppure solo di non perdere la bellezza della tradizione… Fatto sta che con spontaneità l'atmosfera è rimasta la stessa e dura ancora quella che, senza nemmeno più bisogno di spiegazioni da parte nostra, ormai sembra semplicemente una favola.

Così, senza esitazioni, siamo stati in ballo anche quest'anno per tutto dicembre, fra calendari dell'avvento e filastrocche, canzoni e letterine, recite, poesie e lavoretti.
La Piccolina partecipa con entusiasmo e una consapevolezza tutta nuova e l'eccitazione qui a Casa in 3D è crescente.
Nessun dubbio, stanotte si aspetta Babbo Natale!



Auguri di cuore a tutti