giovedì 11 novembre 2010

M3D e la zuppa di bottoni

Sono cresciuta ascoltando e poi leggendo le storie della collana Imparo a leggere con Topolino di Walt Disney: sceglievo quale farmi raccontare dalla mamma, ne imparavo a memoria le figure e l'impaginazione, aspettavo con trepidazione che il mio papà portasse a casa dall'edicola l'ultimo volume pubblicato e amavo anche solo guardare la combinazione dei colori delle coste delle copertine sullo scaffale della libreria, cambiandone spesso l'ordine e gli accostamenti.


Una delle storie cui ero più affezionata è "Zio Paperone e la zuppa di bottoni".
Racconta di Paperina che si reca a casa di Zio Paperone, dove scopre che lui conserva avaramente scorte di provviste e cibi succulenti senza permettere di consumarli. Allora stuzzica la sua curiosità dicendogli di essere in grado di preparare un'ottima zuppa utilizzando un solo bottone, piatto che le è addirittura fruttato un premio ad un concorso di cucina… Lui cade nel tranello, accetta la sfida e la osserva mescolare questo brodo a cui, con astuzia, lei riesce ad aggiungere a poco a poco ogni genere di ingrediente e sapore che l'ingenuo Zio le consegna su suo suggerimento: "sai, Zio, la zuppa verrebbe ancora meglio con una bella carota", "certo, quando ho vinto il premio, avevo aggiunto anche una coscia di pollo"… e così via.
Le immagini finali sono quelle di un enorme pentolone contenente una zuppa variopinta sulla quale galleggia il famoso bottone e che basterà a sfamare l'intero villaggio, mentre Paperina gongola di soddisfazione e Zio Paperone si vanta di aver visto preparare una tale prelibatezza con l'uso di un solo bottone!

Alcune prime letture si imprimono nella memoria e tornano alla mente in diverse occasioni: certo, la citazione fa sorridere e non fa fare la figura dei dotti, ma provoca una gran tenerezza in chi magari scopre di aver avuto gli stessi libri di formazione.

Ebbene, non sarà epica e nemmeno letteratura, ma a me una delle cose che capitano più di frequente è di sentirmi Paperina davanti al suo pentolone, almeno tutte le volte che mi ritrovo ad inventare piatti improvvisati sulla base del contenuto del frigorifero e del gusto del momento.

Papà in 3D ormai lo sa e riconosce subito la serata da zuppa di bottoni quando, rientrando dal lavoro, alla domanda "cosa si mangia stasera?" mi sente rispondere distratta (magari dallo schermo del computer): "non ho deciso, non ci ho ancora pensato" oppure addirittura "guarda, non so proprio: non abbiamo niente in casa!".
Dopo mi vede indossare il grembiule, guardarmi intorno in cucina, si sente proporre una banale pasta o un risotto, quindi mi osserva pulire il primo ingrediente base, che di solito è un ortaggio dell'ultima cesta della Bioexpress… e poi, nella successiva mezz'ora, sente aumentare e cambiare il profumo che si sprigiona dalla pentola, perché io, in preda all'ispirazione (e ormai anche alla fame), aggiungo via via quello che il gusto mi suggerisce e la dispensa mi consente.

Quello che ci troviamo nei piatti solitamente è un piatto ricco, ovviamente irripetibile: Papà in 3D apprezza, io tiro un sospiro di sollievo, pronuncio l'immancabile frase "e così anche stasera abbiamo mangiato!" e poi, ogni volta, racconto ai bambini la storia di Zio Paperone e la zuppa di bottoni.